Annegò dentro l’auto, 2 imputati

Castelsardo, chiesto il processo per il comandante del porto e il responsabile della società di gestione

CASTELSARDO. Ci sono due richieste di rinvio a giudizio per la tragedia avvenuta l’8 ottobre del 2017 nel porto di Castelsardo. Un uomo era finito in mare con la sua auto ed era morto annegato perché non era riuscito a mettersi in salvo prima che la sua vecchia Punto grigia venisse sommersa dall’acqua.

Per quel terribile fatto il gip Carmela Rita Serra ha disposto l’imputazione coatta nei confronti di Giuseppe Borzachiello, 50 anni, originario di Napoli ma residente a Selargius, comandante del porto di Castelsardo, e Leonardo Pattarino, 60 anni, di Castelsardo, legale rappresentante della “Cigno srl”, la società concessionaria della gestione del porto. Per la Procura i due non avrebbero provveduto, ciascuno per quanto di propria competenza, a predisporre apposita segnaletica, non avrebbero installato segnali luminosi e transenne o barriere che rendessero facilmente individuabile la banchina.

A notare quell’auto sommersa dall’acqua erano stati due pescatori dilettanti. L’auto era stata recuperata dai vigili del fuoco, intervenuti con i sommozzatori e con una gru, e solo a quel punto era stato possibile identificare la vittima. Era uno slavo di 70 anni, Blagoje Milanovic, del quale era stata denunciata la scomparsa nella stessa serata dai familiari. L’uomo si era allontanato dalla zona di Lu Bagnu e non era più tornato. Le indagini avviate dai carabinieri in un primo momento avevano lasciato aperte tutte le ipotesi: l’incidente, un malore improvviso, un gesto volontario.

La posizione del corpo all’interno dell’auto – con un piede verso il finestrino – aveva da subito fatto pensare a un disperato tentativo di sfondare il vetro. Ma purtroppo non c’era riuscito, l’uomo era morto intrappolato nell’abitacolo, senza che nessuno potesse rendersi conto della tragedia che si stava consumando.

Ai due imputati, difesi dagli avvocati Danilo Mattana, Fabrizio Demurtas (per Borzachiello) e Lorenzo Galisai (per Pattarino) è stato contestato l’omicidio colposo. I familiari della vittima si costituiranno parte civile con l’avvocato Salvatore Masia.

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