Pestaggio a Sorso, si difende sul web e ritorna libero

In una diretta facebook Francesco Ruiu, 45 anni, racconta la sua versione Era agli arresti domiciliari perché presunto basista dell’aggressione al gommista

SORSO. Le generalità del presunto basista della brutale aggressione al gommista non erano state rese note per ovvie esigenze investigative. Ma nei giorni scorsi a mostrarsi pubblicamente sui social ci ha pensato lo stesso protagonista della storia. Francesco Ruiu, 45 anni e residente a Sorso, ha infatti lanciato una diretta sul web dagli arresti domiciliari con la quale ha ammesso di aver portato la banda di picchiatori davanti al loro bersaglio. E ieri mattina l’uomo è stato rimesso in libertà.

Il pestaggio era accaduto lo scorso 18 dicembre, quando una banda formata da quattro, o forse cinque, persone ha aggredito un 43enne sorsense dipendente di un’officina alla periferia della città. Il piano degli aggressori era organizzato nei minimi dettagli: sono arrivati a Sorso in gruppo a bordo di una, forse due, auto e armati di alcuni bastoni. Una volta sul posto, indicato dal basista, hanno atteso il momento opportuno per far scattare il blitz.

La svolta nelle indagini era arrivata la scorsa settimana, quando i militari di Sorso, guidati dal maresciallo Alessandro Masala, e dei colleghi della compagnia di Porto Torres, guidata dal capitano Danilo Vinciguerra, sono riusciti a identificare il presunto basista della spedizione punitiva. Ruiu, appunto. La serie di indizi raccolti dagli investigatori a carico del 45enne hanno convinto il sostituto procuratore Mario Leo a richiedere la custodia cautelare ai domiciliari e il gip Antonello Spanu a disporla: l’accusa è di lesioni personali aggravate in concorso.

Venerdì sera, dopo svariati post sui social che giurano vendetta contro la stessa vittima dell’aggressione, Ruiu ha fatto partire una diretta su facebook per raccontare la sua versione della storia. «In poche parole – ha spiegato l’uomo mentre si trovava agli arresti domiciliari – li ho dovuti accompagnare dove lavorava questo ragazzo. Li ho lasciati lì, io me ne sono andato, e hanno pestato questo ragazzo». E ancora: «È già una settimana a mercoledì che mi hanno arrestato, mi hanno dato i domiciliari soltanto perché ho fatto vedere chi era questo ragazzo». Poi l’appello finale: «Ho fatto l’udienza, mi hanno detto che mi liberano ma ancora sono agli arresti, non so più come fare. Chi è a mio favore condivida questo video. Fatelo girare dappertutto cosi tutti quanti sapranno com’è la legge sarda italiana».

Con tutta probabilità il video non ha influito minimamente, ma fatto sta che ieri pomeriggio la misura cautelare disposta precedentemente dal gip è stata alleggerita: Ruiu ha potuto lasciare gli arresti domiciliari per tornare in libertà. La nuova misura prevede che debba attenersi a un divieto di avvicinamento alla persona offesa, cioè il gommista barbaramente pestato nelle scorse settimane. Nel frattempo il lavoro dei carabinieri non è ancora concluso. Gli inquirenti stanno lavorando per stringere il cerchio attorno alla banda dei picchiatori che hanno ferito il lavoratore causandogli varie contusioni e una profonda ferita alla nuca.

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