Consorzio di bonifica i dissidenti accusano: «Patti non rispettati»

OZIERI. «Una decisione frutto di un’approfondita riflessione su quanto avvenuto nei mesi scorsi a seguito delle elezioni consortili». Motivano così la decisione di astenersi dal voto nell’elezione...

OZIERI. «Una decisione frutto di un’approfondita riflessione su quanto avvenuto nei mesi scorsi a seguito delle elezioni consortili». Motivano così la decisione di astenersi dal voto nell’elezione del presidente e del cda del Consorzio di bonifica del Nord Sardegna i consiglieri della Bassa Valle-Perfugas Tore Terzitta, Michele Pigliaru, Carlo Enrico Sardo, Roberto Mario Bianco, Salvatore Cossu e Giacomo Depperu. Un chiarimento che si aggiunge a quello già manifestato a seguito della votazione, tenutasi lo scorso martedì. I consiglieri vogliono fare chiarezza, e specificano che la decisione non è stata improvvisa ma che deriva dal fatto che nonostante mesi di trattative alla fine il voto sia stato condizionato da «imposizioni spartitorie calate dall’alto». «Il comprensorio Perfugas-Bassa Valle del Coghinas ha espresso 10 dei 17 consiglieri e, in virtù della maggioranza ottenuta, le interlocuzioni successive sono sempre state mirate al raggiungimento di soluzioni efficaci e soprattutto condivise, dibattendo per quasi tre mesi sulla base di dichiarati principi di lealtà e di rispetto della volontà del territorio. È stata anche accettata l’immotivata pretesa di Coldiretti di avere come presidente un suo associato, e lo si è fatto a condizione che tale figura fosse espressione condivisa del nostro territorio, ma nonostante gli sforzi di mediazione si è vista una totale indisponibilità di alcuni eletti di unire le aspirazioni dell’associazione con la volontà della maggioranza dei delegati di questo territorio». I sei consiglieri bollano l’elezione del Cda come «indecente «accordicchio da bassa politichetta», che ha avuto come risultato «un presidente zoppo, non appartenente alla categoria degli imprenditori agricoli (il presidente è stato eletto dall’elenco hobbisti, ndc) e, di fatto, nemmeno al panorama agricolo locale. Un presidente che oltretutto è stato eletto con soli 9 voti sui 17 disponili e sarà tenuto in piedi dal comprensorio di Ozieri da cui ha ricevuto ben 6 voti». Gli impegni presi «si sono volatilizzati per le necessità di pochi», concludono i sei consiglieri, che comunque assicurano la massima vigilanza sul rispetto delle linee programmatiche dichiarate dal nuovo Cda. (b.m.)

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