Sassari, esplode il caso Casa Serena: 14 morti dal primo marzo

Militari all'ingresso di Casa Serena (foto mauro chessa)

Undici deceduti nelle stanze della struttura, tre in ospedale: diversi però non sono stati sottoposti al test-coronavirus

SASSARI. Esplode il caso della residenza per anziani Casa Serena a Sassari: dal'1 marzo a oggi a Casa Serena, la casa di riposo per anziani di proprietà del Comune di Sassari, ci sono stati 14 decessi fra gli ospiti, 11 sono morti nelle loro stanze e 3 in ospedale. Fra questi, tre persone erano positive al coronavirus, degli altri non si sa, in quanto non sono stati sottoposti a tampone. Un numero di decessi superiore alla media di 10, registrata nello stesso mese degli anni precedenti.

Sassari, il sindaco Campus: "Al lavoro per gestire gli ospiti di Casa Serena"

A fare chiarezza sull'allarme Covid-19 scoppiato a Casa Serena prova il sindaco di Sassari, Nanni Campus, in una conferenza stampa a Palazzo Ducale. «Dal 5 marzo abbiamo impedito agli ospiti di Casa Serena di ricevere visite per preservare la loro salute - osserva - Dal 17 marzo, quando è stato registrato il primo caso positivo su una donna che era stata precedentemente ricoverata nel reparto di Cardiologia, abbiamo tenuto gli ospiti in stanze separate». «Sono stati fatti il 18 i tamponi su 5 ospiti che presentavano sintomi riconducibili al Covid- 19 e sono risultati tutti positivi. 47 tamponi sono stati fatti sul personale in servizio e 21 persone sono risultate positive», continua.

Quindi sono stati fornite mascherine e presidi di protezione individuali e attivate le procedure di distanziamento fra gli ospiti. «Il 27, grazie al prefetto di Sassari e al sottosegretario Calvisi, è arrivata a Casa Serena un'équipe di medici del Celio che ha fatto 159 tamponi ai 130 ospiti e a 29 operatori. Al momento nella casa di riposo ci sono 52 ospiti positivi e 75 negativi - spiega Campus - Sono positivi anche 7 operatori. Abbiamo avviato le procedure per disporre che gli ospiti negativi che non sono entrati in contatto con i positivi, su loro richiesta, possano rientrare nelle loro case o in strutture di accoglienza esterne».(ANSA).

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