Travolse un motociclista, condannato

Tre anni a un agricoltore accusato di omicidio stradale, la vittima aveva 37 anni

SASSARI. Tre anni di carcere e una provvisionale di trecentomila euro a favore delle parti civili.

Ieri mattina il giudice Carmela Rita Serra, al termine del processo che si è celebrato con il rito abbreviato, ha condannato Giuseppe Ruzzu, agricoltore sassarese di 47 anni accusato di omicidio stradale.

A ottobre del 2017 in un incidente avvenuto alla Landrigga perse la vita il 37enne sassarese Sandro Desole (dopo due settimane di ricovero in ospedale). A distanza di due anni da quella tragedia, a febbraio dell’anno scorso Ruzzu era finito sotto inchiesta. Il suo avvocato difensore Claudio Mastandrea aveva chiesto un abbreviato secco e il gup aveva disposto l’esecuzione di una perizia. Il colpo di scena nelle indagini era arrivato a distanza di tempo. Gli agenti della polizia stradale a conclusione degli accertamenti avevano stabilito che Desole non era finito fuori strada da solo – come si era ipotizzato in un primo momento – ma che era stato urtato da un trattore agricolo. La vittima quel pomeriggio del 6 ottobre era alla guida del suo TMax nella zona della Landrigga, lungo la strada vicinale “Caffè Roma”, a poca distanza dalla provinciale Sassari-Fertilia. In un primo momento si era pensato a una “uscita di strada autonoma”: perdita di controllo, la moto che scarroccia per una cinquantina di metri e l’impatto violento del 37enne sull’asfalto. Nessun testimone aveva assistito all’incidente e la prima ipotesi ritenuta più probabile era stata quella di una caduta accidentale. L’uomo era stato soccorso dagli operatori del 118 e poi ricoverato in Rianimazione, aveva subìto diversi interventi chirurgici ma il quadro clinico non era migliorato. Sandro Desole era morto il 19 ottobre del 2017.

Nel frattempo le indagini della polizia stradale avevano consentito di acquisire elementi nuovi. Lo scooterone presentava infatti dei segni particolari sulla carrozzeria, come se avesse urtato un ostacolo con un colore ben delineato. Indagini che avevano portato a individuare Ruzzu come colui che «alla guida del trattore agricolo – scriveva la Procura – ometteva di dare precedenza al TMax Yamaha e causava la caduta dello scooterone con conseguente morte del conducente».

Il pm Enrica Angioni ha chiesto per l’imputato la condanna a due anni ma il giudice è stato più severo infliggendogliene tre. Mentre i familiari della vittima si sono rivolti agli avvocati Gabriele Satta (la mamma e quattro sorelle) e Massimiliano Tore (la moglie e i figli). (na.co.)

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