Parchi, intesa sul marchio di qualità

Collaborazione e prospettive comuni tra Asinara, Porto Conte e Capo Caccia

PORTO TORRES. Un incontro per pianificare iniziative comuni e per rafforzare il legame di collaborazione tra i parchi algheresi di Porto Conte e Capo Caccia e il vicino Parco nazionale dell’Asinara. É quello che si è svolto mercoledì mattina nella sede di via Ponte Romano, alla presenza della commissaria Gabriela Scanu, del direttore Vittorio Gazale e del Presidente Raimondo Tilloca e del direttore Mariani Mariani in rappresentanza dell’Ente Parco di Porto Conte. I dirigenti delle due aree protette hanno posto le basi, dando seguito a progetti comuni già avviati, per una più ampia ed articolata collaborazione in un’ottica di area vasta metropolitana centrata sull’importanza della tutela e della valorizzazione del patrimonio ambientale, anche ai fini di un nuovo modello di sviluppo turistico sostenibile. Tra i temi trattati durante i lavori, grande spazio è stato riservato al potenziamento delle azioni congiunte riguardanti la “tutela e la conservazione”.

Una attenzione particolare è stata riservata alla definizione di un progetto internazionale di collaborazione da avviare in tempi brevi sul “falco pescatore”, alla luce della recente nidificazione avvenuta all’interno del Parco di Porto Conte. Altro tema condiviso, da potenziare con azioni convergenti, è quello del Marchio di qualità ambientale che già oggi vede come protagoniste circa 100 imprese del territorio beneficiarie dello stesso, equamente distribuite fra i due Parchi. Si è dunque concordato che il Marchio di qualità debba rappresentare il filo conduttore di un progetto comune da portare all’attenzione della Provincia di Sassari, per la partecipazione ad un bando regionale sull’innovazione nel settore del turismo sostenibile in scadenza il prossimo 31 ottobre. «Il nostro obiettivo – hanno detto Gabriela Scanu e Raimondo Tilloca – è quello di definire in maniera più puntuale e con accordi di lavoro molto operativi la nostra collaborazione in un’ottica di aria vasta metropolitana: mettendo a fattore comune le nostre competenze e strutture, per cogliere al meglio le opportunità che ci verranno offerte dal prossimo ciclo della programmazione europea (2021-2027)». (g.m.)

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