Sassari, campagna vaccini flop: le dosi bastano per 2 giorni

I medici di base costretti a fare una selezione: scelti i pazienti più anziani. Desole: «Sono riuscito giusto a vaccinare gli ospiti di due case di riposo» 

SASSARI. Una campagna vaccinale non proprio di lungo respiro. È partita il 24 ottobre e il 26 era già conclusa. Infatti le scorte distribuite ai medici di base, ovvero la prima linea sul fronte dei vaccini, si sono rivelate del tutto insufficienti. Una quantità capace di coprire due sole giornate, e nemmeno un quinto delle richieste.

«Lunedì si è cominciato – spiega Antonello Desole – e martedì si è finito. D'altronde, se ti promettono 450 o 500 vaccini per ogni medico, ma poi te ne consegnano dai 90 ai 100, non puoi certo fare miracoli. Puoi semplicemente cercare di razionalizzare le risorse, e utilizzarle nel modo più intelligente possibile».

Cioè facendo una selezione tra i pazienti, privilegiando la fascia dei più anziani, o i soggetti più a rischio per la presenza di altre patologie.

«Personalmente ho ricevuto 90 vaccini. Ho deciso di utilizzarli per due case di riposo, dopodiché ho scelto alcuni utenti avanti con l’età, o altri con un quadro clinico più complesso. Tutti i miei colleghi, visto che la coperta era così corta, hanno dovuto fare un ragionamento simile».

Perciò a questo giro è stata coperta la fascia degli ultra settantenni, mentre gli altri dovranno attendere qualche settimana. Non ci sono date ufficiali per i nuovi approvvigionamenti di farmaci, ma si parla del 9 novembre. E anche stavolta non si sono certezze sulla quantità dei lotti. In questo modo anche per i medici di base diventa complicato programmare la campagna di vaccinazione, ipotizzando un calendario con un elenco definito di utenti.

Eppure iI medici “di famiglia” sono chiamati a una prova senza precedenti: vaccinare un numero molto più alto di persone rispetto al passato in condizioni di totale emergenza. Le regole anti Covid, infatti, complicheranno notevolmente le procedure. Saranno innanzitutto vietati gli assembramenti: il vaccino verrà somministrato per appuntamento (o a casa del paziente, in determinati casi) e la cosa richiederà tempi molto più lunghi. Dopo i medici di famiglia entreranno in gioco gli altri attori di questa straordinaria campagna vaccinale che dovrebbe prevedere la somministrazione di 530mila dosi. La fetta assegnata ai medici di base comprende almeno 130mila vaccini, ma per i restanti la Regione ha individuati dei canali di somministrazione alternativa.

Una parte potrebbe essere utilizzata dai medici della continuità assistenziale (le guardie mediche), ma per il momento si tratta di un’ipotesi: il sistema sanitario sardo dovrebbe infatti dotarsi di strutture idonee per questo tipo di servizio. Una parte dovrebbe finire alle farmacie, che ne reclamavano almeno 15mila, e una parte ai pediatri.

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