Ferì il pizzaiolo: sconterà sei anni

Un cameriere di Alghero condannato per tentato omicidio con l’aggravante dell’odio razziale

ALGHERO. Aveva inferto una coltellata al pizzaiolo al culmine di una violenta lite avvenuta poco prima che cominciassero a lavorare nel ristorante dell’hotel Frassetto, a Porto Pozzo, frazione di Santa Teresa Gallura. «Egiziano di m...», gli aveva urlato Emanuele Spanu, 30 anni, cameriere di Alghero, afferrando un coltello da cucina che aveva con sé conficcandoglielo in pancia. La lama di otto centimetri e mezzo aveva leso i muscoli addominali dell’uomo. Lui, il pizzaiolo, Muhamad Refaey, 51 anni, egiziano, era stato ricoverato e operato all’ospedale di Olbia, mentre il suo accoltellatore, era stato arrestato dai carabinieri e condotto in carcere, a Bancali, dove si trova tuttora.

A poco più di due anni da quell’aggressione, si è celebrato nel tribunale di Tempio il processo con rito abbreviato nei confronti del cameriere algherese. Emanuele Spanu, difeso dall’avvocato Maria Grazia Sanna del Foro di Sassari, è stato condannato dal gup Camilla Tesi a sei anni di reclusione per tentato omicidio con l’aggravante dell’odio razziale.

Una condanna pesante per il giovane. Comunque inferiore ai dieci anni sollecitati dal pubblico ministero Ilaria Corbelli.

Il fatto era accaduto a fine agosto 2018 negli alloggi messi a disposizione del personale che lavorava nel ristorante. Non sono emersi chiaramente i motivi che hanno scatenato la lite tra i due, è probabile che il giovane abbia reagito a qualche rimprovero del pizzaiolo o che sia stato infastidito da qualche gesto o parola del suo collega. Di sicuro i due hanno cominciato a litigare malamente, una discussione sfociata nella reazione violenta del cameriere.

Era pomeriggio, qualche ora prima che i due cominciassero a lavorare, ed entrambi si trovavano negli alloggi. La discussione sarebbe nata improvvisamente quando il pizzaiolo è uscito dal bagno che i due dipendenti avevano in comune: volano insulti, parole pesanti. «Egiziano di m...», gli urla Emanuele Spanu. Che a un certo punto acchiappa il coltello da cucina che era nella stanza e sferra la coltellata in pancia al suo collega. Agli ultimi istanti del violento litigio assiste un testimone. Era stato lui a chiamare i soccorsi alla vista del suo amico che si contorceva dal dolore per quella brutta ferita sanguinante. Muhamad Refaey era stato trasportato all’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia, dove era stato sottoposto ad un intervento chirurgico (non era comunque in pericolo di vita). Emanuele Spanu era stato arrestato dai carabinieri della stazione di Santa Teresa e dai colleghi della compagnia di Tempio che lo avevano interrogato fino a notte inoltrata. Quella reazione violenta ed esagerata, gli è costata un’imputazione per tentato omicidio e una condanna a sei anni. «Aspettiamo di leggere le motivazioni per valutare se ricorrere in appello», dice l’avvocato Maria Grazia Sanna.

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