Tutti assolti per la mega rissa al centro migranti

Il parapiglia tra somali e nigeriani a Li Lioni nell’ottobre di quattro anni fa aveva portato a dieci arresti

SASSARI. È terminato con dieci assoluzioni da parte del giudice Giuseppe Grotteria il processo per la mega rissa scoppiata all’interno del centro migranti di Li Lioni e poi proseguita all’esterno della struttura a metà ottobre di quattro anni fa.

A processo, difesi dagli avvocati Elisabetta Udassi, Marco Manca, Giuseppe Onorato, Nicola Lucchi e Gianluca Giordo, erano finiti dieci stranieri, cittadini nigeriani e somali che erano venuti alle mani per motivi legati al cibo. Il giudice ha ritenuto che non ci fossero abbastanza elementi per arrivare a una condanna. I dieci stranieri erano finiti inizialmente in carcere, poi erano stati scarcerati. Lo scontro era cominciato all’ora di pranzo, ed era poi proseguito all’esterno della struttura con una zuffa senza esclusione di colpi. Erano arrivati i carabinieri ma quando i contendenti erano stati bloccati il resto degli ospiti aveva inscenato una protesta bloccando le due corsie dell’ex strada 131.

Il casus belli sarebbe legato a problemi legati al cibo. Nei piatti dei nigeriani il riso cucinato insieme allo stufato di pollo, ben amalgamato, senza aglio e con tanto pepe. Stesso cibo (ma il riso servito su un piatto e la carne su un altro) stavolta con molto aglio e senza pepe. Tanto sarebbe bastato ad accendere gli animi di quattro somali, un eritreo e un etiope che all’improvviso avrebbero cominciato a lanciare piatti e bicchieri. Prima dentro la sala mensa, poi la rissa sarebbe proseguita per strada con una sassaiola nella quale sono rimasti feriti alcuni nigeriani. In realtà il nervosismo dei somali avrebbe avuto un’altra origine: la lunga attesa del permesso di soggiorno che doveva essere rilasciato loro dalla questura e con il quale avrebbero avuto la possibilità di andare via dalla Sardegna e di spostarsi nell’intero Paese.

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