Aou Sassari, completato il ciclo di vaccinazione Covid per 3767 persone

Doppia somministrazione al personale dell'Aziende e a quelli delle ditte esterne

SASSARI. Si è conclusa nel primo pomeriggio di oggi 2 febbraio la somministrazione delle seconde dosi di vaccino anti Covid-19 ai dipendenti dell’Aou di Sassari e ai dipendenti delle ditte esterne che lavorano all’interno delle strutture ospedaliere aziendali. A essere vaccinati sono stati 3.767 operatori, per un totale di 7.534 dosi, tra prima e seconda somministrazione.

Giovedì, invece, saranno vaccinati circa 150 medici specializzandi assunti di recente. Nei pochi casi in cui al personale, per particolari motivazioni, non è stato ancora possibile somministrare il vaccino questo sarà fatto successivamente, non appena le situazioni dei singoli lo consentiranno.

«Nei tempi previsti, secondo il calendario che ci siamo dati – afferma il commissario straordinario dell’Aou, Antonio Spano – abbiamo provveduto a vaccinare tutti gli operatori sanitari della nostra azienda e quelli delle ditte esterne che hanno dato la loro disponibilità. Un lavoro impegnativo che, con un investimento nel nostro stesso personale, ci ha permesso di assicurare il rispetto degli obiettivi per arrivare, nell’arco di un mese, alla copertura degli operatori».

L’Aou dal 4 gennaio – avvio della campagna (il 31 dicembre 2020 erano stati vaccinati i primi 12) – ha messo in campo, infatti, delle equipe vaccinali composte ciascuna da un medico, due infermieri e un ausiliare che hanno lavorato mattina e pomeriggio. Per il direttore sanitario Bruno Contu «è stata compresa l'importanza di questo momento – sostiene – un percorso che, oltre ai sanitari, deve portare alla protezione delle categorie più deboli, degli anziani in particolare, e di tutta la popolazione in generale».

L'Azienda ospedaliero universitaria, dopo la somministrazione della prima dose, ha avviato uno studio valutativo su 350 operatori sanitari e dipendenti delle ditte esterne (selezionati random) per monitorare la risposta anticorpale dopo la prima e la seconda dose. In questo caso viene utilizzato il test sierologico Elisa che consente di identificare i livelli di IgM e IgG (quest'ultimo utile a capire il livello di risposta protettiva, cioè i livelli di anticorpi che contrastano l'antigene virale).

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