Carciofi buttati in strada «Basta con le ingiustizie»

Esplode la rabbia di un verduraio di via Torre Tonda dopo l’ennesima multa All’origine dello scontro il divieto di esporre all’aperto per gli artigiani alimentari

SASSARI. Le cassette piene di carciofi buttate in via Torre Tonda, e il camioncino posteggiato di traverso, a bloccare il traffico. Monta la rabbia dei venditori al dettaglio: verdurai, gelatai, artigiani alimentari. Che hanno viste respinte da Palazzo Ducale le loro richieste di rinnovo dell’occupazione del suolo pubblico. E, da qualche settimana, hanno iniziato a ricevere le prime sanzioni. Lo dimostra la clamorosa protesta di Luigi Masia, titolare di “Non solo frutta” all’angolo tra via Torre Tonda e via Brigata Sassari, che ieri mattina, alla notizia che gli agenti stavano elevando il secondo verbale in poco più di una settimana, ha deciso che la misura era colma. «Sono arrivato con il mio furgone carico di carciofi – racconta – e ho iniziato a buttarli per terra. E poi ho posteggiato in mezzo alla strada per bloccare il traffico. Volevo che si fermassero, che mi chiedessero cosa stava succedendo».

In pochi minuti la situazione si scalda. E, solo la pazienza della polizia municipale e l’arrivo della moglie di Masia, la sbloccano. «Ho capito che stavo esagerando – spiega – e che non era il caso di mettersi nei guai. Ma qualcuno ci deve dare risposte».

All’origine dello scontro tra “artigiani alimentari” e amministrazione c’è l’ultima ordinanza, datata 8 gennaio, emessa dal sindaco sulle le misure a sostegno degli esercizi pubblici per l’emergenza Covid. Che da una parte proroga fino al 31 marzo la possibilità per bar e ristoranti di ampliare lo spazio di suolo pubblico occupato con tavolini e dehors, dall’altra lo blocca per i locali di vendita al dettaglio e artigianali, bloccando i rinnovi delle concessioni e vietandone di nuove. Il tutto nelle more di una revisione complessiva del regolamento, che tarda però ad arrivare.

In realtà la possibilità per verdurai, gelatai e artigiani di esporre la loro merce fuori dai negozi era già sotto esame in epoca precovid. Con il sindaco intenzionato a rimettere le mani nelle “bancarelle” fuori dai negozi, da lui giudicate caotiche, spesso ingombranti e poco rispettose delle norme sanitarie. Ma, con l’emergenza sanitaria in corso, le concessioni 2020 (che erano state rilasciare per soli 3 mesi) erano state rinnovate di ordinanza in ordinanza. Poi il documento dell’8 gennaio, i nuovi permessi negati, i primi avvisi più o meno bonari della polizia municipale. E, da qualche settimana, le multe che fioccano.

«I locali di vendita al dettaglio e artigianali hanno espresso a più riprese il loro disappunto rispetto alla scelta del sindaco – attacca il consigliere comunale Lello Panu di Italia Comune, che sul tema ha dato vita a più di uno scontro col primo cittadino, e l’altro ieri ha protocollato una mozione urgente –. Incomprensibile e ingenerosa, che rischia di dare la mazzata finale ad attività che sono già in grossa difficoltà per la pandemia. è inutile nascondersi dietro il nuovo regolamento da fare, la volontà del sindaco nei confronti degli artigiani alimentari è sempre stata chiara. Quello che chiediamo è un deciso, e immediato, passo indietro».

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