Chiudere gli asili? Sindaci in rivolta: «Pronti a tutto»

Protestano 18 Comuni del Meilogu e del Villanova contro l’Ufficio scolastico A rischio le scuole d’infanzia di Cossoine, Mara, Padria e una sezione di Bonorva 

COSSOINE. «Siamo preoccupati per la potenziale chiusura dei plessi delle scuole dell’infanzia di Cossoine, Bonorva (terza sezione) Padria e Mara». È l’allarmata nota di protesta firmata dai sindaci dei quattro Comuni e sottoscritta da tutti i 13 primi cittadini dell’Unione dei Comuni del Meilogu e dai 5 dell’Unione del Villanova, indirizzata al dirigente dell’Istituto comprensivo di Pozzomaggiore, all’Ufficio scolastico regionale, all’Assessorato regionale della Pubblica istruzione, all’Anci Sardegna.

Il documento fa seguito alla comunicazione dell’Ufficio scolastico regionale che solleva dubbi sulla proposta formulata dall’Istituto comprensivo di Pozzomaggiore, per la formazione di tre sezioni di scuola dell’infanzia a Bonorva con 58 alunni, e dei plessi di Cossoine con 11 alunni e di Padria/Mara con 16 alunni. Scrivono i 18 primi cittadini: «Si evidenzia l’effetto psicologico negativo su una fascia demografica di bambini, costretti a dover sopportare quotidianamente un viaggio verso un altro Comune (Pozzomaggiore o Bonorva), con l’evidente difficoltà da parte dei genitori o dei parenti più stretti di poter intervenire qualora dovesse rendersi necessaria la loro presenza». Né i Comuni avrebbero la possibilità di attivare un servizio di trasporto adeguato.

Ma la sorpresa e lo sconcerto risultano ancora più grandi, in un momento in cui ci si aspettava che l’esperienza della pandemia e le problematiche derivanti dalla iper-concentrazione degli alunni, consigliassero il superamento di una politica scolastica “economicista”, e favorissero una maggiore attenzione alla salvaguardia delle sedi periferiche della scuola, e al contrasto allo spopolamento.

«Le nostre amministrazioni – scrivono ancora i sindaci – si adoperano per compiere ogni sforzo finalizzato a contrastare il triste fenomeno dello spopolamento e della marginalizzazione dei centri minori; si ritiene, infatti, che una ulteriore privazione di un servizio essenziale ed importante presidio per la comunità locale e soprattutto per le giovani famiglie che hanno scelto di rimanere in questi piccoli centri, qual è il plesso della scuola dell’infanzia, costituisca l’ennesima “mazzata”, nonché scelta incoerente e contraddittoria rispetto ad una politica di rafforzamento dei centri minori». Così i sindaci si dicono pronti a «qualsiasi iniziativa finalizzata a salvaguardare i plessi delle scuole dell’infanzia situate a Cossoine, Bonorva (con la terza sezione), Padria e Mara», contro «una mera scelta dettata solo da una logica puramente economica, irrispettosa e lesiva degli interessi di una comunità intera».

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