«Rivedere accordi di 10 anni fa»

Chimica verde, visita dell’assessora regionale all’Industria Anita Pili a Sassari e Porto Torres

SASSARI. I Protocolli, quando si firmano, si fanno rispettare. E se garantiscono il viaggio di andata (la chiusura di impianti ormai superati e non più compatibili con le nuove forme di sviluppo) devono assicurare, allo stesso modo, anche quello di ritorno. Che è ancora più interessante perchè mette insieme innovazione, ricerca, sviluppo sostenibile in un territorio che attende ancora di affermare in concreto una carta che passa - necessariamente - anche attraverso le bonifiche e la ricollocazione delle aree per nuove intraprese. E quindi per creare anche nuova occupazione.

Non è follìa quindi, e non è neppure tempo perso come da qualche parte si vorrebbe far credere. Perchè se quel Protocollo d’intesa non serviva, non si doveva firmare il 26 maggio del 2011 e presentarlo in pompa magna, proponendosi come precursori della chimica verde (il discorso vale in eguale misura per tutti coloro che hanno firmato), lungo un circuito dove poi il Nord Sardegna è stato superato da tutti o quasi. A dieci anni di distanza se ne parla, e non solo per dire tutto quello che non è stato fatto (perchè è evidente) ma soprattutto per capire cosa si può fare per recuperare il tempo perduto.

Ieri mattina l’assessora regionale all’Industria Anita Pili è arrivata a Sassari per gli incontri (concordati nei giorni scorsi) con i rappresentanti del Consorzio industriale provinciale e con i responsabili di Matrìca, la società nata dalla joint-venture paritetica tra Novamont e Versalis.

«Per essere attrattivi serve agire in modo coordinato – ha detto l’assessora Pili – affinché le scelte di sviluppo, a partire dalla configurazione energetica dell’Isola per finire con la riconversione industriale della chimica verde rappresentino l’indirizzo strategico per il futuro della Sardegna». E sul comparto della chimica verde, Anita Pili ha detto «che può contribuire significativamente allo sviluppo sostenibile di tutta l’area a patto che vengano rivisti gli accordi firmati dieci anni fa. Il progetto risulta in ritardo in alcune sue parti e diversi elementi degli accordi sono stati modificati, è evidente quindi la necessità di fare il punto con il Governo e dare gambe al piano di riconversione aggiornandolo e modificandolo per renderlo attuale rispetto al momento storico che stiamo vivendo e in linea con le esigenze dei territori».

Prima tappa della visita istituzionale dell’esponente della giunta Solinas, è stato l’incontro con i rappresentanti del Consorzio Industriale. L’assessora ha condiviso la necessità di partire subito con un secondo bando del ministero dello Sviluppo economico sull'Area di crisi industriale complessa di Porto Torres e Sassari o di procedere con l’integrazione dei fondi per coprire i progetti finanziati, dando così completa attuazione al programma in essere. «Contestualmente - ha spiegato l’assessora Pili – è urgente accelerare con la Zes (Zona economica speciale) per rendere più attrattivo il territorio». É stato anche fatto il punto della situazione circa due importanti progetti cantierabili già presentati (il primo sulla gestione della posidonia in eccesso e il secondo relativo a un nuovo impianto di trattamento e recupero di rifiuti urbani e liquidi speciali) e sul recente finanziamento di 4 milioni di euro per il depuratore consortile delle acque, un impianto che tratta i reflui industriali provenienti dalle aziende del gruppo Eni e dall’agglomerato industriale, quelli civili del comune di Porto Torres e rifiuti liquidi provenienti da tutta la Sardegna. La visita nel Sassarese dell’assessora regionale all’Industria si è conclusa con una visita agli impianti di Matrìca a Porto Torres.

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