Gli ospedali aprono alle visite dei familiari

Obbligo di doppia vaccinazione o di tampone nelle 48 ore e consentiti al massimo 20 minuti

SASSARI. L’ospedale e le Cliniche aprono alle visite dei familiari dei ricoverati. L'accesso sarà graduale e nel rispetto delle norme di sicurezza anti contagio previste dai protocolli aziendali adottati sino a oggi. Sarà necessario esibire il certificato di avvenuta vaccinazione, con entrambe le dosi, o in alternativa un certificato che attesti l'esito negativo del tampone molecolare nelle 48 ore precedenti.

La Direzione Aou ricorda che, come da disposizioni vigenti, i visitatori non dovranno avere sintomatologie respiratorie come tosse, raffreddore, dovranno misurare la temperatura ai punti di accesso degli ospedali, igienizzare le mani all'ingresso e all'uscita del presidio e dei reparti quindi utilizzare le mascherine (senza valvola). Tra le regole da rispettare anche quella che, in funzione della dimensione della stanza di degenza, per evitare assembramenti e garantire le distanze di sicurezza, prevede un rapporto visitatori-letti pari a 1:2 (ogni due letti un visitatore, ogni quattro letti due visitatori). Inoltre, le visite potranno avere una durata compresa tra i 15 e i 20 minuti. In alcuni casi, a seconda delle condizioni cliniche del paziente che possono richiedere il conforto di un parente, l'accesso e la permanenza del visitatore dovranno essere autorizzati dal responsabile del reparto. Permane il divieto di sedersi sul letto del paziente, appoggiare borse o indumenti sul tavolo o sul letto. Sarà vietato l'utilizzo degli effetti personali del degente quindi introdurre cibi e bevande e consumare alimenti nella stanza di ricovero. Infine non è consentito toccare gli strumenti assistenziali del paziente (flebo, sacche raccolta urine, medicazioni, drenaggi) e manipolare padelle e pappagalli senza guanti. Il problema, per quanto riguarda la gestione dei reparti, sarà capire chi dovrà occuparsi dei controlli all’ingresso. Verificare la documentazione sui vaccini, e poi contingentare e far rispettare i 20 minuti consentiti, e convincere i familiari (anche i più recalcitranti) ad uscire. Un’incombenza che medici e personale, già oberato dalle mansioni ordinarie, difficilmente potranno sobbarcarsi. Per quanto riguarda invece le visite ambulatoriali, resta confermata la disposizione che consente l'accesso di un solo accompagnatore nel caso di limitazioni funzionali dell'utente o in presenza di un minore.



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