Coltellate all’ex per difendersi, assolta

Donna di Ozieri scagionata in appello. I legali: lo colpì perché la stava aggredendo 

SASSARI. Giovanna Sanna quella notte di Capodanno del 2017 colpì con un coltello il suo ex compagno Marcello Cuguttu per difendersi da lui. Circostanza sempre sostenuta con forza dagli avvocati Pietro e Abele Cherchi e avvalorata dall’accertamento eseguito già in primo grado dal medico legale Salvatore Lorenzoni. Chiamato in appello a riferire su questo aspetto, Lorenzoni ha chiarito definitivamente che Cuguttu, imprenditore ozierese di 37 anni, si trovava in posizione frontale rispetto alla ex compagna 33enne. Un accertamento che, insieme agli altri elementi prodotti dalla difesa, ha portato, nel processo di secondo grado, all’assoluzione della donna. Perché ha confermato la tesi della legittima difesa.

La Sanna in primo grado era stata condannata a un anno e quattro mesi di reclusione per aver inferto tre coltellate a Cuguttu all’interno della loro abitazione, a Ozieri. In un primo momento era stata arrestata per tentato omicidio, poi, una volta emersi alcuni dettagli del rapporto tra i due e chiarita meglio la dinamica, il reato era stato derubricato in lesioni. La donna ha sempre detto di essersi difesa dall’ex che – come peraltro sarebbe accaduto altre volte in passato – voleva aggredirla.

Il procuratore generale Roberta Pischedda aveva chiesto al collegio presieduto da Maria Teresa Lupinu che venisse chiamato in aula Lorenzoni, richiesta che era stata accordata dopo una breve camera di consiglio. In seguito è stata la stessa pg a chiedere l’assoluzione dell’imputata. Così come hanno fatto gli avvocati Cherchi che, tra le altre cose, hanno sottolineato la grave sofferenza con la quale la loro assistita ha vissuto questa vicenda e in particolare «l’ingiusta detenzione». Quella tra l’uomo e la donna è una storia infinita di denunce e controdenunce. Lei era stata portata in carcere a Bancali a gennaio del 2018, poi la misura era stata sostituita con i domiciliari, a settembre era stata scarcerata e il giudice le aveva però vietato di avvicinarsi a Cuguttu. Divieto di avvicinamento che era stato applicato anche a lui che a ottobre dello stesso anno era stato ugualmente arrestato per aver tentato di gettare la Sanna in un burrone e per stalking. Per quel fatto è stato processato e assolto ma il procuratore generale ha appellato la sentenza.

Davanti al giudice, Cuguttu (difeso dall’avvocato Antonio Secci) era tornato il 10 novembre del 2020 nel processo che lo vedeva imputato di molestie, minacce (del tenore “ti ammazzo come ti vedo”, “ritieniti rovinata a vita”, “prega che mi fermino prima i carabinieri”) e lesioni. In quel caso è stato condannato a quattro mesi di reclusione e 500 euro di ammenda. (na.co.)



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