«Centro di riuso, pronti a farlo diventare grande»

Il Comune proroga di due mesi la gestione all’Emporio della Solidarietà Sassu: «Allo studio il modo di finanziare ulteriormente un’eccellenza assoluta»

SASSARI. Il centro di riuso di via Montello prova a diventare grande. Il gioiellino di 246 metri quadrati, messi a disposizione del Comune dall’inizio del 2018, è gestito dall’apertura dal gruppo sanpaolino dell’Emporio della Solidarietà che, dopo essere stata aiutata nel 2018 dall’associazione Chiesa cristiana Solu a Deus sa Gloria, dal 2019 si prende in cura gestisce in solitaria il servizio che di fatto è diventato una sua «creatura». E proprio ai sanpaolino Palazzo Ducale ha affidato per altri due mesi il centro, in proroga rispetto alla scadenza naturale della convenzione fissata per il 29 agosto, in attesa di calibrare una manifestazione di interessa che faccia fare alla struttura un salto di qualità.

Il progetto è già unico in Sardegna: un luogo aperto alle donazioni di arredi di ogni tipo (sono arrivate anche cucine complete), accessori, libri, soprammobili, giochi per l'infanzia, che i volontari che hanno in gestione il centro catalogano, riordinano, riusano e donano alle famiglie, indicate dai servizi sociali comunali.

Un modello, che il Comune finanzia con un contributo di 25mila euro l’anno, che però si sta scontrando con il suo stesso successo, con i volontari che teoricamente dovrebbero garantire tre giornate di apertura settimanali, con un impegno di 25 ore, che però finisce regolarmente per raddoppiarsi e diventare un lavoro a tempo pieno per molti.

Un problema serio, che per ora si è risolto grazie alla tenacia del gruppo dei sanpaolini, che hanno instaurato un ottimo rapporto di collaborazione con il Comune, ma che alla lunga potrebbe minare l’equilibrio del progetto.

A provare a metterci una definitiva pezza arriva ora Palazzo Ducale, con tutto l’entusiasmo del neo assessore all’Ambiente Antonello Sassu, che le meraviglie del centro ha potuto provare in prima persona quando, mentre era alla guida dei Servizi Sociali, è andato in via Montello per prendere i mobili con cui arredare l’appartamento messo a disposizione dal Comune la piccola di otto mesi che il 6 giugno scorso era rimasta vittima di un tragico incidente domestico all’interno di una roulotte del campo nomadi, rischiando di soffocare a causa di un sacchetto di plastica finitole sulla faccia. «Ho potuto constatare in prima persona – spiega Sassu – le enormi potenzialità di questo progetto, che permette al Comune di agire per vie brevi per aiutare direttamente in casi complessi, improvvisi. E di valorizzare al massimo la generosità dei sassaresi».

Il problema come sempre sono le risorse. Ma Sassu è convinto di riuscire a trovare una soluzione per aiutare il centro a diventare grande. «Le strade allo studio sono parecchie. Oltre alla sua utilità sociale anche dal punto di vista ambientale infatti il centro di riuso è portatore di un messaggio importante. E si potrebbe trovare il modo di finanziarlo attingendo a questi capitoli di spesa. Si pussono poi implementare le donazioni, usando magari un’app come quella per il ritiro dei rifiuti speciali per la consegna di mobilio da donare, e coinvolgere istituto d’arte e accademia per il recupero e il restauro dei mobili. Si può cercare di destinare al centro del personale stabile, in arrivo magari dai Puc, i progetti di utilità collettiva destinati ai percettori del reddito di cittadinanza, o dai cantieri Lavoras. Quel che è certo è che crediamo tantissimo nel centro di riuso e nel lavoro che l’Emporio della Solidarietà sta portando avanti da anni. E avranno tutto il nostro supporto oltre che quello, spero, del resto del ricco mondo dell’associazionismo cittadino. La spina dorsale di una città generosa e pronta ad aiutare e impegnarsi in prima persona a cui siamo enormemente grati».

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