Una casa per i senzatetto primo passo per ripartire

Il Comune mette in campo il progetto di inclusione sociale “Housing first” Due appartamenti ospiteranno 20 clochard e li aiuteranno nel reinserimento

SASSARI. Un pool di esperti, formato da un assistente sociale, due educatori professionali, uno psicologo e un ausiliario, che prendano in carico le persone in stato di povertà estrema e senza dimora, e le inseriscano in un percorso di accompagnamento verso l'autonomia partendo dalla messa a disposizione di una casa e da lì avviando un percorso completo di inclusione sociale.

Lo sta cercando il Comune di Sassari, che nei giorni scorsi ha pubblicato un avviso per l’affidamento del servizio tramite procedura negoziata, grazie a un finanziamento regionale di 300mila euro (per due anni) dedicato al contrasto povertà estrema, nell’ambito di un finanziamento complessivo di 400mila euro dedicato all’ambito Plus (che comprende anche Porto Torres, Sorso e Stintino). Fondi che Palazzo Ducale che ha deciso di destinare al piano Hosing First, che si basa sul concetto di “casa” come diritto e come punto di partenza.

Il tentativo è quello di trovare operatori che dovranno reperire e gestire almeno due appartamenti, dislocati in diverse parti della città (possibilmente vicino a spazi collettivi e luoghi di vita cittadina), in cui accogliere contemporaneamente sino a un massimo di 8 persone senza fissa dimora. Il target del progetto sono persone che vivono per strada o in sistemazioni di fortuna, ricorrono a dormitori o strutture di accoglienza diurna, sono ospiti di strutture per persone senza dimora, anche per soggiorni di lunga durata o sono in procinto di uscire da strutture di protezione, cura e detenzione e non dispongono di una soluzione abitativa.

Il tutto sottolineando la necessità di garantire, in stretto raccordo con i soggetti del privato sociale, un sistema di servizi integrato che superi le logiche emergenziali creando le premesse per l'uscita delle persone dalla marginalità.

L’approccio dell'Housing First prevede quindi l’ingresso della persona o del nucleo familiare all’interno di un appartamento in cui un’equipe multidisciplinare accompagna la persona nel suo percorso di riconquista dell’autonomia e del benessere psico-fisico.

Fondamentale è la “presa in carico” intesa come funzione esercitata dal servizio sociale professionale in favore di una persona o di un nucleo familiare in risposta a bisogni complessi che richiedono interventi personalizzati di valutazione, consulenza, orientamento, attivazione di prestazioni sociali, nonché attivazione di interventi in rete con altre risorse e servizi pubblici e privati del territorio. Essa tiene conto del fatto che la persona in stato di bisogno è priva di specifici punti di riferimento esterni rispetto alla soddisfazione di uno o più dei suoi bisogni e/o non ha risorse sufficienti per farvi fronte. L’equipe instaura quindi una relazione di aiuto, continuativa e organizzata, con la persona e la aiuta a potenziare le abilità necessarie per fronteggiare il proprio disagio e riprendere un controllo attivo della propria vita, raggiungendo il maggior grado di autonomia possibile.

La permanenza di ciascuna persona ospite nell’abitazione avrà una durata massima di tre mesi. Il progetto, biennale, prevede la possibilità di un ulteriore anno di proroga.

WsStaticBoxes WsStaticBoxes