Il preside: «Quella struttura va riqualificata»

Il dirigente Tognoni si rivolge al Comune e chiede il recupero dello stabile dell’ex circoscrizione

SASSARI. L’episodio permette di rispolverare – e viste le condizioni è il caso di dirlo – la questione di quell’edificio che sorge a pochi metri dalla scuola. L’ex sede della circoscrizione comunale di via Savoia è in pieno degrado. E pensare che si potrebbe fare tanto, con relativamente poco, per donarle nuova vita.

«Intervenire». Si esprime in questo senso il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo “Pertini-Biasi” che include la scuola elementare dove è accaduto il fatto. «Stiamo preparando una lettera rivolta all’amministrazione dove chiederemo un intervento per quell’edificio. O che si riqualifichi o che si chiuda in maniera definitiva» è l’aut-aut del professor Maurizio Tognoni. Non si dice indignato e non alza la voce, il tentativo è di cercare collaborazione. «Quell’edificio è una bella struttura liberty che purtroppo negli anni è stata abbandonata». Poi torna sull’episodio incriminato, sulle maestre e il collaboratore scolastico presi a pallinate. L’espressione non è elegante, ma così è stato. «Una cosa del genere non era mai accaduta - spiega Tognoni - anche se due anni fa avevamo avuto un furto e una incursione dei vandali. E in quell’occasione chiesi ugualmente di aumentare la sicurezza e di utilizzare in qualche modo la vecchia sede».

Richiesta al Comune. Poi si ragiona sulle dinamiche della scorsa mattina, sulle pistole che seppur giocattolo girano troppo facilmente, sui pallini che erano sì di plastica «ma fanno piuttosto male quando ti colpiscono», e su ragazzi che potrebbero certamente fare ben altro. E poi non si può ricondurre solo a loro, a monte le motivazioni sono tante. Il discorso si eleva però occorre tornare alle cose elementari .

«La conclusione è semplicissima – annuncia Maurizio Tognoni – situazioni come queste andrebbero analizzate in maniera da eliminare il più possibile la fonte di rischio. In questo caso, è assurdo che gente non autorizzata riesca a entrare e salire sul tetto. Possono venire in mente tante cose avendo una scuola a fianco. Per questo, adesso reitereremo una richiesta di intervento quantomeno contenitivo. Potenzialmente, quell’edificio è luogo pericoloso la notte e non ci aspettavamo potesse diventarlo anche durante il giorno. Invece è così».

Maggiore sicurezza. Ciò che preme al dirigente è la sicurezza. Il tutto si può archiviare stavolta con un paio di pallini raccolti da terra e qualche dolore alla schiena durato alcune ore. Ma quel che si legge tra le righe è che la sovraesposizione della scuola può diventare davvero pericolosa. Non serve troppa immaginazione: da un lato le finestre delle aule dove alunni e maestre fanno lezione, dall’altra, e la distanza arriva forse a poco più di una decina di metri, questo edificio in stato di abbandono e aperto a chiunque. Il dirigente chiarisce subito: non c’è nessun attacco e nemmeno la volontà di creare una polemica, «alla luce dei fatti, chiediamo solo un’azione collaborativa». Di nuovo: o si decide di chiudere una volta per tutte quella struttura, o si fa uno sforzo per trasformarla in una risorsa per la comunità. (p.a.)

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