Pallavolo senza casa costretta all’esilio

Sei società non sanno dove giocare oltre trenta campionati di varie categorie

SASSARI. In attesa che la controversia tra istituti e Comune esploda a rimanere con il cerino in mano sono le società sportive cittadine. Sempre in guerra con la cronica carenza di spazi, sempre più vicine, dopo il terribile 2020 e il non bel 2021, al collasso. Su tutte il volley, che ha bisogno di caratteristiche ben precise per avere campi omologati per disputare i campionati, che tra le palestre cittadine hanno solo quella di via Mastino e di Li Punti.

«Quello che dispiace – sottolinea Antonio Marras, della San Giuseppe Volley – è che stavamo registrando un incremento di iscritti, e che c’è tanta voglia da parte delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi di ripartire. Solo noi disputiamo 9 campionati, due campionati regionali serie D maschile e femminile dovrebbero partire a breve. Andremo a cercare casa in un paese del circondario, ma comunque vada per noi sarà una sconfitta».

Le società in difficoltà sono sei, visto che Silvio Pellico e Gioins hanno entrambe impianti di proprietà. Ma per Orion, Junior, San Giuseppe, Punto Volley, Abbici e Torres l’ipotesi di spartirsi l’unica palestra rimasta è impraticabile, visto che, tra le varie categorie, disputano oltre trenta campionati. «La vera soluzione – continua Marras – sarebbe un impianto comunale dedicato al volley, che in città è incredibilmente assente». Il Comune assicura di averlo in cima alla lista delle priorità, ma si parla comunque di un progetto che ancora non è nemmeno sulla carta. Nulla che possa salvare insomma i pallavolisti nostrani, che si aggiungono alla sempre più lunga lista di campioni a cui Sassari non sembra in grado di trovare una casa. (g.bua)

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