«Peru estraneo all’Aion, deve essere assolto»

Caso Dore, i difensori del consigliere regionale si sono associati alla richiesta del procuratore generale

SASSARI. Sarebbero state le dichiarazioni, poi smentite dalle carte del processo, raccontate da Davide Casu – secondo l’avvocato difensore Luigi Esposito – ad aver fatto finire «ingiustamente» a processo, insieme ad altri 20 imputati, il suo assistito Antonello Peru, consigliere regionale e all’epoca vice presidente del consiglio regionale.

Un processo nel quale, a detta di Esposito, non solo «mancano i riscontri ma ce ne sono, anzi, negativi, come risulta dai documenti agli atti». Casu, ex amico e collaboratore del neurologo Giuseppe Dore con il suo racconto squarciò il velo sui presunti orrori del «metodo Dore», la meglio nota Psiconeuroanalisi per la cura, senza farmaci, dell’Alzheimer e altre demenze.

Antonello Peru è stato condannato in primo grado a quattro anni di reclusione per associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni dei familiari dei malati ma assolto dall’abuso d’ufficio.

In appello la sua posizione è stata rivalutata e il procuratore generale Paolo De Falco ha chiesto per lui l’assoluzione. Richiesta alla quale, sostenendo l’assoluta estraneità di Peru con l’associazione Aion costituita per supportare i familiari dei malati di Alzheimer in cura da Dore, si sono associati i suoi difensori, gli avvocati Luigi Esposito e Marco Enrico.

A novembre dello scorso anno il collegio presieduto da Mauro Pusceddu aveva accolto in primo grado le tesi della Procura secondo cui la psiconeuroanalisi contro l’Alzheimer ideata da Dore, non solo non era efficace dal punto di vista medico, ma avrebbe inflitto maltrattamenti ai pazienti e sarebbe stata una colossale truffa a danno di questi ultimi e delle rispettive famiglie.

Il processo prosegue il 23 novembre con la difesa di Dore, affidata all’avvocato Giuseppe Tempesta.

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