Santa Maria Coghinas, vele al posto delle spine: la chiesa cambierà volto

Settecentomila euro per il restyling del luogo di culto. Concepito per simboleggiare il carciofo, ora avrà l’aspetto di una nave

SANTA MARIA COGHINAS. Vele al posto delle spine. Grazie a un finanziamento complessivo di 700mila euro, (300mila ottenuti dall’8 per 1000 dalla Cei (conferenza episcopale italiana) e 400mila euro dal Bonus facciate finanziato dal governo), per la nuova chiesa di Santa Maria della Grazie è in arrivo un restyling. «Dopo un gran lavoro, supportati dalla collaborazione del parroco don Giuliano Oggiano, siamo riusciti a ottenere i due finanziamenti – dice don Francesco Tamponi, direttore diocesano dei beni Culturali ed ecclesiastici – che ci permetteranno di abbellire e fare le manutenzioni alla chiesa».

I due contributi, dato che erano legati l’uno all’altro, non si sarebbero potuti sbloccare e ottenere se non si fosse riusciti a ottenerli entrambi in sede di presentazione sia della richiesta della somma sia della pratica da avviare. «Esatto – conferma don Tamponi –: dovevamo ottenere per forza entrambi i finanziamenti per avviare la pratica e introitare le somme».

«La fase più impegnativa – spiega Tamponi – era legata al finanziamento governativo, che prevede che si possa intervenire con i finanziamenti soltanto su strutture ricadenti in zona B, ovvero in zona edificabile. La nostra grande sorpresa è stata di scoprire che la particella di terreno sulla quale negli anni ’70 fu costruita la chiesa moderna, risultava nel piano di fabbricazione ancora in zona Agricola, e questo ha causato una battuta d’arresto».

La battuta di arresto nelle pratiche burocratiche si è potuta così risolvere grazie all’impegno dell’amministrazione comunale che ha indetto un consiglio comunale, tale da permettere di modificare il piano di fabbricazione del paese, e rilasciare la licenza. «Poiché la nuova chiesa di Santa Maria della Grazie – aggiunge don Tamponi – fu concepita come una struttura dove l’aspetto esteriore doveva simboleggiare le spine del carciofo, il primo sarà quello di trasformare queste spine in delle vele spiegate ancorate all’edificio ecclesiale. Per questo, l’aspetto finale dell’intervento sarà quello di una bianca nave a vele spiegate».

L’utilizzo di un particolare prodotto, il “Poliurea”, proposto dall'impresa Nord Cost di Alessandro Ara che eseguirà i lavori, assicurerà l’obiettivo, dato che consoliderà il cemento armato e l’impermeabilizzazione dell'intera struttura. L'estetica della chiesa sarà completata con la realizzazione di un ingresso e di un'imponente parete di vetro. «Speriamo – conclude don Tamponi – che con questo intervento si possa migliorare la funzionalità e l'estetica di questo importante monumento».

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