Medaglia per il principe degli ormeggi

Dopo quarant’anni di carriera la Capitaneria di porto premia Giuseppe Eletti

PORTO TORRES. La vita lavorativa di Giuseppe Eletti a contatto con il mare è durata oltre quarant’anni – dopo il diploma al Nautico con indirizzo Capitani – e nella sua onorata carriera ha visto crescere lo scalo marittimo turritano come capo gruppo degli ormeggiatori dal 2008 a tutt'oggi. Nelle settimane scorse è andato in pensione ringraziando i colleghi, e la Capitaneria di porto ha voluto riconoscere il suo grande impegno con una medaglia.

La sua lunga carriera era iniziata prendendo servizio presso il reparto Comsubin del Varignano, dove si è congedato con il grado di sergente sommozzatore nel 1979, poi aveva svolto l'attività di allievo Capitano di lungo corso sulle navi mercantili e si era imbarcato sul peschereccio di famiglia fino al 1990. Il resto degli anni, dopo la vincita del concorso, con il gruppo ormeggiatori a prestare l’opera ad ausilio della navigazione delle navi.

«Ho ancora freschi ricordi di quando il cosiddetto Postale della compagnia Tirrenia – ricorda Giuseppe Eletti –, che collegava quotidianamente i porti di Genova e Porto Torres, ormeggiava nella banchina Pontile del Faro: c’era un via vai di passeggeri curiosi che animavano lo scalo e la zona retrostante vicino alla città, non certo quelle barriere che siamo abituati a vedere oggi. A quei tempi, prima di prendere servizio all’alba, era uno spettacolo osservare dal promontorio di Balai la rada pullulare di navi alla fronda, in attesa di andare all’ormeggio perché le banchine e i pontili erano occupate da altre imbarcazioni». Tra i ricordi brutti, invece, quello del primo gennaio 2004 con l’esplosione della nave Panam Serena. «Ero di guardia quando alle 11.50 sentimmo un boato spaventoso – racconta – che all’inizio scambiammo per un grosso petardo: quando ci precipitammo fuori per capire cosa fosse accaduto, quello che si presentò davanti ai nostri occhi era apocalittico».

Il lavoro dell’ormeggiatore si è sempre svolto a stretto contatto con i piloti del porto e i rimorchiatori. «Il decano della corporazione, il comandante Vittore Mannazzu, che nelle delicate manovre non tralasciava mai i doverosi riguardi alla “sicurezza prima di tutto». (g.m.)

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