Commercio in crisi per l’ondata covid

Bar e ristoranti vuoti, saldi zoppicanti anche se qualcuno resiste. Canu: «L’aria è pesante, la gente ha paura di uscire»

SASSARI. Superato il giro di boa del Natale, il ciclone Omicron ha travolto buona parte delle attività commerciali sassaresi. Tra la paura dei contagi e l’impossibilità a uscire perché in quarantena, la città si sta riducendo alle attività essenziali e bar e i ristoranti lavorano «soprattutto per dare un servizio» è il mantra diffuso.

«L’effetto della risalita dei contagi si sente, eccome – dice Pier Giuseppe Canu, presidente della Confcommercio territoriale –. La gente esce di meno e credo che sarà così ancora per un po’ di tempo visti i numeri e l’andamento della pandemia. Basta fare un giro in città per rendersi conto della situazione c’è poca gente nelle strade e nei negozi, qualche giorno fa sono passato di mattina in piazza Tola ed era una desolazione. I saldi non sono cominciati certo bene e per i commercianti non è una bella notizia, si pensava che fosse l’occasione per riequilibrare i conti dopo un anno di alti e bassi ma ho paura che anche questa opportunità andrà persa o comunque non sarà sfruttata nel modo migliore». «Dopo le 18 qui attorno è il deserto – aggiunge Daniele Piu del Caffè 2000, in viale San Pietro –. Devo dire che fino a Natale abbiamo lavorato bene, poi c’è stato un crollo. Un calo dopo il periodo festivo è fisiologico, ma un crollo così non l’avevamo mai registrato: si percepisce chiaramente che la gente non vuole uscire e, purtroppo, in certi casi non può». In via Torre Tonda, cuore della “movida” cittadina, le cose non vanno meglio: «Apriamo perché dobbiamo aprire ma è un disastro – dice Piero Muresu, titolare del Caffè Accademia in via Torre Tonda e presidente dell’omonimo Centro commerciale naturale –: poco movimento la sera e stesso discorso di mattina, per certi versi sarebbe quasi meglio che ci facessero chiudere come l’anno scorso perché così si lavora in perdita e questo vale anche per gli altri colleghi della via. Spero che con la riapertura delle scuole cambi qualcosa e soprattutto che la situazione dei contagi migliori in fretta».

Gavino Maccioccu, presidente del Centro Cavour e titolare di un negozio di abbigliamento, è uno di quelli che resiste: «Tutto sommato non possiamo lamentarci – dice –, in giro effettivamente non c’è tanta gente ma in questi primi giorni di saldi abbiamo lavorato bene, aprendo anche il giorno dell’Epifania». Vito Senes nel suo ristorante di Sennori ha fatto i ricorso alla tecnologia per evitare ulteriori problemi: «Sono il primo in Sardegna a utilizzare uno strumento elettronico di controllo del green pass, targato Abinsula, che rilascia anche uno scontrino – spiega –: così evitiamo le code all’ingresso e in caso di controllo i clienti hanno pronto un tagliando da esibire. In sala, poi, alterno un tavolo vuoto a uno occupato. L’aria in giro non è delle migliori, ma per ora riesco a difendermi».

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