Gli studenti raccontano il cimitero monumentale

Tre classi delle medie dell’Istituto Pertini hanno realizzato un libro digitale Storie, curiosità e commoventi lettere ai defunti sepolti in opere d’arte

SASSARI. Dalla “scoperta” del cimitero monumentale è nato un libro digitale “Corrispondenze di amorosi sensi”, tutto da sfogliare, che racconta le storie vere o immaginarie dei defunti e contribuisce a far conoscere a tutti l’incredibile patrimonio artistico che nei secoli è stato creato per onorare i nostri antenati. Merito degli alunni delle classi 3A, 3B e 3D della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo “Pertini Biasi” che consegnano alla città un prezioso lavoro da cui attingere per soddisfare curiosità e approfondire conoscenze.

Tutto è partito nel mese di novembre 2020 quando gli alunni hanno cominciato a studiare in classe e fare ricerche sul cimitero monumentale di Sassari, guidati dalle insegnanti Marina Sanna e Fiorella Cossu. È seguita una visita tra le sepolture che ha consentito ai ragazzi di conoscere i personaggi di cui è conservata la memoria nelle scritte incise sulle lapidi. Dopo aver raccolto impressioni ed emozioni hanno individuato e fotografato quelle che a loro sembravano più congeniali per raccontare cosa rappresenti il cimitero monumentale. Un lavoro che ha preso forme in una serie di lettere “di amorosi sensi”, corredata dalla foto scattata e indirizzata al trapassato prescelto, naturalmente dopo aver svolto minuziose ricerche in merito. Nel caso non siano riusciti a recuperare notizie del defunto, hanno scelto di inventare una storia di fantasia.

Con questo lavoro epistolare gli alunni hanno dato dimostrazione di essere delle ottime guide culturali del cimitero raccontando con passione la vita di grandi personaggi sassaresi attraverso lettere e fotografie, ma anche di aver evidenziato la presenza di magnifiche opere d'arte appartenenti alla nostra città, veri capolavori spesso ignorati. Gli studenti hanno scoperto che il “Monumentale” venne inaugurato nel 1837 e nacque dal progetto dell’architetto Angelo Maria Piretto e venne arricchito da sculture funerarie da artisti dell’800 come Lorenzo Caprinio, Francesco Ciusa, Giuseppe Sartorio, Arturo Dazzi, Mario Rutelli e Andrea e Antonio Usai. Proprio dalle opere funerarie di Sartorio sono stati affascinati. “Il Michelangelo dei morti” come era chiamato dai suoi contemporanei. Suo è infatti anche il monumento a Vittorio Emanuele II in Piazza d’Italia, così come i monumenti Dessì, Guidetti, Fasoli e Ada Melis tanto per citarne alcuni.

Da questi “incontri” con i defunti, sono nate lettere commoventi come quelle che ha scritto Martina a Maurizio Zanfarino («Tu combattesti durante la guerra, vivendo i tuoi giorni tra le armi e le pallottole; noi, invece, stiamo combattendo una guerra che non abbiamo ancora vinto (contro la pandemia (n.d.c.)».) o quella firmata da Giulia a Carla Maria Boeri: «Il tuo passato mi ha colpito. Non posso pensare che a soli 4 anni i tuoi genitori ti abbiano affidata nelle mani di una tata davvero, ma davvero terribile».



WsStaticBoxes WsStaticBoxes