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cronaca

Droga tra Sassari e Bonorva, 11 indagati

Individuata una rete di spaccio di cocaina e marijuana: una tabaccheria era diventata punto nevralgico per lo smercio


24 febbraio 2022 di Nadia Cossu


SASSARI. Un’attività di spaccio che aveva come “base operativa” Bonorva e che si teneva in piedi grazie alle varie ramificazioni tra Sassari, Bono, Bottidda, Bonnanaro, Orotelli, Lei, Macomer. Cocaina tagliata e confezionata in dosi pronte per lo smercio al dettaglio e poi c’era la marijuana. Giovani incaricati di fare da corrieri spostandosi tra il Sassarese e il Nuorese per trasportare la droga in cambio di pochi grammi di cocaina. Una rivendita tabacchi diventata la centrale dello spaccio: all’interno si acquistava, si vendeva e, in qualche caso, si consumava.

Il sostituto procuratore della Repubblica di Sassari Giovanni Porcheddu ha notificato a undici persone l’avviso di conclusione delle indagini preliminari per un traffico di droga che ha coinvolto diversi centri delle province di Sassari e Nuoro. Gli indagati sono i bonorvesi Samuele Unali (33 anni), Tore Nurra (di 45), Federico Mura (di 33, titolare della rivendita tabacchi dove avveniva buona parte dello spaccio), Antonio Salvatore Tedde (noto “Moddone”, di 43), Gianni Soma (di 55), Francesco Attene (di 33), Fabrice Carta (di 47). E poi Papa Lamine Seve (noto “Bruno”, di 45 anni, senegalese da tempo domiciliato a Sassari), Omar Dia (di 42, anche lui un senegalese che vive a Sassari), Mbave Mamadou (noto “Momo”, 56 anni, del Senegal ma residente a Sassari) e Stefano Raga (27 anni, di Bonnanaro). Tutti difesi dagli avvocati Gian Marco Mura e Pietro Fresu.

Ciascuno degli indagati avrebbe avuto, secondo la Procura, un ruolo ben preciso nell’attività di spaccio con cessioni, prevalentemente di cocaina, in paese a Bonorva ma che in alcuni casi si spostavano nelle campagne limitrofe dove sarebbe stata allestita una sorta di base per il confezionamento delle dosi. Nell’inchiesta – che ha coinvolto anche la Procura di Nuoro perché alcuni “prelievi” e spostamenti di droga avvenivano nel territorio di sua competenza – i carabinieri hanno potuto sequestrare diversi quantitativi di sostanza stupefacente. Anche perché in qualche occasione gli indagati investiti del ruolo di “corrieri” (per uno di questi procede separatamente Nuoro) sono stati bloccati per strada subito dopo aver ritirato la droga che dovevano trasportare e infine consegnare a Bonorva. In un caso la pattuglia li aveva intercettati al bivio di “Rebeccu” e in un altro sulla statale 131, in località “Telippera”.

A Tedde e Carta è stato contestato anche il furto aggravato perché dopo aver forzato la serratura della porta sul retro del ristorante “Valle dei Vulcani” (a Giave, di proprietà dell’Unione dei Comuni del Mejlogu) avrebbero rubato un frigorifero, una friggitrice, una cuoci pasta e altre attrezzature che si trovavano all’interno del locale.

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