La Nuova Sardegna

Sassari

La città invasa dagli storni «Chiamate i falconieri»

di Barbara Mastino
La città invasa dagli storni «Chiamate i falconieri»

Ozieri, piazza Garibaldi ricoperta dal guano. Gli esercenti: «Sporcizia e tanfo» Gli ex sindaci Cubeddu e Ladu scelsero quella soluzione per scacciare gli uccelli

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OZIERI. Crescono le lamentele dei cittadini e degli esercenti commerciali di Ozieri per la sporcizia e il tanfo causati dal guano degli uccelli che si deposita abbondantemente su marciapiedi, panchine, tavolini e sedie dei locali all’aperto.

Responsabili di questo luridume sono gli storni, che in numero massiccio affollano letteralmente gli alberi in particolare nella piazza Garibaldi: stormi di uccelli che se da un lato sono il segnale della pulizia dell’aria dall’altro lato sporcano e sono potenziali veicoli di malattie.

La situazione è particolarmente grave, appunto, nella piazza Garibaldi e nella adiacente via Vittorio Veneto, in particolare nei pressi dei grandi alberi che dal municipio alla piazzetta dove è posizionato il busto dell’Eroe dei Due Mondi sono l’habitat prediletto da questi uccelli. E sotto gli alberi la situazione è sgradevole alla vista e all’olfatto, e di questo come detto si lamentano non solo i tanti passanti – e automobilisti – ma soprattutto gli esercenti dei locali, che ogni giorno sono costretti a ripulire a fondo tavoli, sedie e pavimenti per fornire una sosta piacevole alla clientela.

«Non è un bello spettacolo – dice un esercente – e quindi ci diamo da fare noi, ma visto che paghiamo il suolo pubblico sarebbe il caso che qualcuno intervenisse». E il pensiero va all’iniziativa presa per la prima volta quasi venti anni fa (era il 2005) dalla giunta guidata dal sindaco Giovanni Cubeddu, che ingaggiò un falconiere per cacciar via gli uccelli. «Ci sembrò un’iniziativa lodevole, a basso costo e non cruenta per liberare le nostre piazze – dice l’ex sindaco – che per lungo tempo rese più vivibile il centro urbano e ridusse al mimino non solo il tanfo e la sporcizia ma anche i rischi di zoonosi che questi volatili si portano dietro». Gli storni sparirono e la cittadinanza gradì l’ottimo risultato, infatti l’iniziativa fu ripetuta una seconda volta sempre dalla giunta Cubeddu e poi in seguito anche da quella guidata dal sindaco Leonardo Ladu.

Si dovette però rinunciare, sia per una questione di costi (si trattava di poche migliaia di euro, ma i tempi erano bui) ma anche– se non soprattutto – a causa delle proteste degli imprenditori delle campagne, dove gli uccelli cacciati dal centro urbano si rifugiarono a lungo e dove, come lamentato dagli agricoltori, fecero parecchi danni. Adesso, a oltre dieci anni dall’ultima “visita” dei falconieri, molti cittadini invocano un ripetersi dell’iniziativa, magari con accorgimenti che evitino le citate ripercussioni sulle campagne.

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