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cronaca

Casa Marginesu, paga il Comune

Sennori. Mistero sugli effettivi eredi dell’immobile di via Farina. Ma va comunque messo in sicurezza


10 marzo 2022 di Salvatore Santoni


SENNORI. La proprietaria è morta da anni e pare che le sue ultime volontà fossero di donare tutto alla Chiesa. L’asse ereditario porta a tre cugini che però non hanno risposto all’intimazione a provvedere inviata dal Comune, tant’è che nessuno ha ancora capito bene se abbiano ereditato o meno. Ma in ogni caso le chiavi sono finite in mano alla parrocchia. E così per ora il conto da 54mila euro per la messa in sicurezza lo pagheranno tutti i sennoresi. Sono questi i contorni del giallo nato intorno alla titolarità della casa pericolante nel cuore centro storico, al civico 16 di via Farina. Si tratta di un’abitazione dichiarata inagibile dal Comune lo scorso mese di novembre, dopo le segnalazioni dei residenti e l’intervento dei vigili del fuoco. Nei giorni scorsi il caso ha creato dibattito tra i banchi del consiglio comunale, chiamato a ratificare una variazione d’urgenza al bilancio dell’ente per coprire le spese necessarie per consolidare l’immobile che, oltre che a minacciare l’incolumità pubblica, ha spezzato in due via Farina, e quindi la viabilità tra il centro e la parte alta del paese.

Il Comune era partito con l’idea di demolire la palazzina, ma è sorto un problema. «Abbiamo dovuto incaricare un ingegnere strutturista – ha spiegato in aula il sindaco, Nicola Sassu – perché la Soprintendenza ci ha comunicato per vie brevi che si sarebbe espressa in modo contrario. L’immobile si trova in centro matrice ed è un bene vincolato». «Ci stiamo adoperando per il recupero delle somme dai proprietari – ha spiegato ancora il sindaco –. È stato un po’ difficile perché all’inizio si pensava che l’immobile fosse della Chiesa ma così non è. Non abbiamo trovato alcun atto, trascrizione o testamento. Abbiamo fatto fatica a rintracciare gli eredi, che sono dei cugini della defunta, tra l’altro uno di loro vive in Svizzera».

Moderatamente critiche le opposizioni, che in generale si sono dette d’accordo a mettere in sicurezza l’area e riaprire la strada, ma sono apparse scettiche sul resto. «Qui in paese abbiamo sempre saputo che questa casa era stata donata alla Chiesa – ha detto la consigliera Matteuccia Paschino –. C’erano le dame di carità, anche nel periodo della pandemia è stata usata per distribuire degli aiuti». A farle da eco il consigliere Antonio Canu: «La volontà della signora Teresa Marginesu (la proprietaria defunta, ndc) di donare il suo patrimonio è di dominio pubblico: quella proprietà è della parrocchia, le chiavi le ha il parroco, addirittura c’è un’utenza elettrica intestata alla parrocchia. Siamo d’accordo per intervento sostitutivo – ha aggiunto Canu – ma il Comune deve essere garante».

Il sindaco ha replicato che prima di procedere il Comune ha eseguito una serie di accertamenti in catasto, conservatoria e anche alla curia: «Non risultano atti o scritti di consegna verso la Chiesa». Più pungente l’intervento della consigliera Francesca Porcu: «La Chiesa lo ha utilizzato sino a quando gli è andato bene. Adesso che c’è da spendere se ne sta lavando le mani».

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