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Il caso

Tutto fermo a Platamona, nel cantiere del Lido Iride

di Davide Pinna
Tutto fermo a Platamona, nel cantiere del Lido Iride

Con la stagione balneare alle porte, nulla è cambiato rispetto all’estate scorsa. Scontro fra il Comune di Sorso e l’impresa sulla bonifica dell’area

21 febbraio 2024
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Sassari Temperature elevate e giornate soleggiate: il clima sballato potrebbe ingannare, a un mese dalla fine dell’inverno. Ma il calendario, infallibile, conferma che all’inizio dell’estate mancano esattamente quattro mesi. E a Platamona, lato Sorso, nulla è cambiato, per quel che riguarda la ricostruzione del Lido Iride.

Un cantiere con la recinzione malandata, che ospita materiali accatastati in uno scenario tutt’altro che da cartolina. Il quadro è il medesimo dell’estate passata e, per quella che si appresta a cominciare, non sembra destinato a mutare.

Il 9 febbraio il sindaco di Sorso Fabrizio Demelas aveva emesso un’ordinanza, preceduta da due diffide, con la quale intimava alla cooperativa SDP Servizi, esecutrice dei lavori di ricostruzione e demolizione del Lido Iride, e alla SPF Multiservizi, titolare della concessione demaniale ventennale dello storico stabilimento, di bonificare l’area dai rifiuti, ripristinare il decoro e mettere in sicurezza la recinzione.

Il tutto entro dieci giorni, ormai abbondantemente trascorsi. «Non è cambiato nulla» ha confermato ieri il sindaco Fabrizio Demelas, dopo un sopralluogo. Il primo cittadino ha poi spiegato che ora il Comune si rivolgerà all’Agenzia del Demanio, proprietaria dell’area. E che, come extrema ratio, sarà l’ente locale stesso a intervenire, addebitando i costi all’impresa ritenuta inadempiente. «La bonifica va fatta perché è una questione di incolumità pubblica. I materiali presenti nell’area sono fermi da un anno, quindi non si può dire che servano per portare avanti il cantiere. Qualsiasi altra argomentazione è un pretesto: un conto sono i lavori, un conto è la messa in sicurezza».

L’altra campana è quella dell’imprenditore portotorrese Pierpaolo Cermelli. Che respinge gli addebiti del Comune, anche se non è stato presentato ricorso al Tar contro l’ordinanza: «A nostro parere non ci sono rifiuti, ma materiale da cantiere. I rifiuti sono stati certificati dal Noe dei Carabinieri: li abbiamo portati via e abbiamo pagato le sanzioni».

Il riferimento e al sequestro del cantiere da parte dei carabinieri nell’autunno del 2022, poi liberato dopo la bonifica di oltre 2mila metri cubi di detriti provenienti dalla demolizione dello stabilimento.

Cermelli insiste: «L’ordinanza è incompleta, il Comune ci dica quali sono i rifiuti che dobbiamo portar via e lo faremo. Abbiamo già chiesto alla Provincia l’autorizzazione a far transitare sulla provinciale 81 i mezzi necessari per portare via il legno presente nell’area, residuo dello smontaggio dei chioschi».

Resta un altro aspetto, da chiarire: ad aprile scadrà la concessione edilizia e sarà necessaria una proroga per evitare di dover ricominciare da capo tutto il complesso iter che ha portato all’approvazione del progetto di ricostruzione e demolizione. In molti, visto lo stallo che va avanti dal 2021, temono che la ricostruzione dello stabilimento non arriverà mai. Cermelli ostenta ottimismo: «I lavori verranno conclusi».

Il parcheggio della discordia Il parcheggio sta lì, accanto al cantiere del Lido Iride, con le sue strisce blu già tracciate. È stato completato la scorsa estate, ma non è mai entrato in funzione. Non è un’area pubblica, ma fa parte della concessione demaniale del Lido ed è funzionale allo svolgimento delle attività balneari. Al privato, dunque, andrebbero i proventi di un eventuale ticket.

Ed è uno dei punti bollenti dello scontro fra l’ente locale e Cermelli. Secondo quest’ultimo, «il Comune ci ha negato, senza motivo, di avviare l’attività del parcheggio, che ci consentirebbe di svolgere anche in inverno attività come l’elio-terapia».

Ma stando a quello che filtra dagli uffici di piazza Garibaldi non ci sarebbe stato alcun diniego alla pratica Suape avviata dal concessionario, ma un’archiviazione, perché non è arrivata risposta alle integrazioni richieste e sono scaduti i termini. 

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