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Tribunale

Operaio morto alla Gesam, colpo di scena in aula a Sassari: il processo si farà

di Luca Fiori
Operaio morto alla Gesam, colpo di scena in aula a Sassari: il processo si farà

La procura aveva chiesto l’archiviazione per tutti. Richiesta di rinvio a giudizio per un sassarese di 50 anni accusato di omicidio colposo. Scagionato il collega albanese che era accusato di omicidio volontario. Supplemento di indagini per i vertici dell’azienda e per una consulente esterna

16 aprile 2024
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Sassari Colpo di scena nel caso Gesam, l’inchiesta aperta due anni fa dalla Procura della Repubblica di Sassari per stabilire in che modo perse la vita Antonio Masia, il 53enne sassarese responsabile del settore cernita dell’impianto di smaltimento rifiuti di Truncu Reale alle porte di Sassari, trovato senza vita all’interno dello stabilimento il 25 luglio del 2022. Stamattina il gip del tribunale di Sassari Giuseppe Grotteria ha accolto la richiesta di archiviazione del titolare dell’inchiesta, il sostituito procuratore Maria Paola Asara, per l’operaio Luri Arben 48enne di origini albanesi, accusato inizialmente di omicidio volontario (difeso dagli avvocati Marco Palmieri e Salvatore Carboni), ma ha disposto l’imputazione coatta per Fabiano Mario Saba, sassarese di 50 anni, il primo indagato accusato di omicidio colposo.   Ora la pm dovrà formulare il capo di imputazione nei confronti di Fabiano Mario Saba, difeso dall'avvocato Pierfrancesco Cherchi, e sarà poi il gup ha decretare il rinvio a giudizio. Il gip ha inoltre diposto sei mesi di indagini supplementari per il dirigente dell’azienda Gesam Innocenzo Mario Giannasi già indagato, e per due nuovi indagati: il presidente e legale rappresentante della società, Antonio Cesaraccio e l’ingegnere Michela Paola Piera Coppola, consulente esterna all’azienda per gli aspetti legati alla sicurezza. L’ipotesi di reato per tutti e tre è di omicidio colposo dovuto alla violazione sulle norme per gli infortuni sul lavoro.

«Chiedo solo di sapere cosa è accaduto a mio marito» ha sempre ripetuto Rita Coco, la vedova di Masia dal giorno della tragedia. Ora che la richiesta dei suoi difensori, (gli avvocati Daniele Alicicco e Francesca Fiori) di non archiviare tutto è stata accolta ci sarà un processo che dovrà accertare la verità sulla morte di suo marito e padre delle sue due figlie. A gennaio di quest’anno dopo un anno e mezzo di indagini, sequestri, perquisizioni e intercettazioni, la Procura della Repubblica di Sassari aveva chiesto l’archiviazione dei reati per le cinque persone finite - con diverse imputazioni - nel registro degli indagati. La famiglia aveva fatto opposizione che oggi è stata in parte accolta.

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