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Sassari, diventa suo amico e poi gli svuota la carta di credito: ex carabiniere a processo

di Nadia Cossu
Sassari, diventa suo amico e poi gli svuota la carta di credito: ex carabiniere a processo

Nuovi guai per Paolo Diego Augias, già imputato per aver raggirato un anziano medico al quale avrebbe portato via 150mila euro

16 aprile 2024
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Sassari Non solo il presunto inganno a un anziano ex medico al quale avrebbe portato via 150mila euro. I guai per il 55enne Paolo Diego Augias – già a giudizio per circonvenzione di incapace, con una richiesta di condanna a 4 anni di carcere da parte del pm – sembrano non finire.

Ieri mattina, 16 aprile 2024, infatti, l’ex carabiniere (era stato allontanato dall’Arma dopo 4 anni di servizio) è comparso in un altro procedimento, stavolta imputato per truffa e usurpazione di funzioni pubbliche. Reato, quest’ultimo, contestato per aver “millantato continuamente di essere un agente di polizia in borghese in servizio alla sezione narcotici della questura”.

A cadere nella trappola sarebbe stato, questa volta, un 44enne sassarese che gli avrebbe prestato la sua carta del reddito di cittadinanza (tra l’altro in quel momento unica sua fonte di reddito) per consentirgli di fare benzina. Augias gli aveva infatti detto di essere rimasto senza soldi perché il suo bancomat si era smagnetizzato e non poteva sostituirlo perché, in pieno lockdown nel periodo Covid, la banca riceveva solo per appuntamento. «Gliela diedi senza problemi – ha raccontato ieri mattina la persona offesa, parte civile con l’avvocato Anastasia Fara, al giudice Giancosimo Mura – mi disse che me l’avrebbe restituita l’indomani. Lo fece dopo diversi giorni e dopo numerose mie chiamate. Peccato però che nella mia carta ci fossero 826 euro e lui invece me la restituì vuota...».

Una vera e propria truffa, stando al racconto della persona offesa, che l’imputato (difeso dall’avvocato Claudio Mastandrea) avrebbe orchestrato dopo aver guadagnato la fiducia del 44enne, una persona onesta che aveva creduto alle sue bugie anche perché Augias si sarebbe presentato con lui come una persona perbene «e nulla mi faceva presagire il contrario. Mi disse anche che era parente del giornalista Corrado Augias».

Come sostiene l’accusa, l’imputato si sarebbe fatto notare «sempre a bordo di auto apparentemente di valore (tra cui una Jaguar), millantando di essere un agente di polizia in borghese in servizio alla Narcotici, simulando in sua presenza conversazioni telefoniche con presunti colleghi della polizia di Stato, millantando amicizie influenti e di essere collega dei carabinieri (avendo invece prestato servizio solo dal 1987 al 1991 ed essendo stato congedato per motivi disciplinari per via di una condanna per violenza privata, minaccia e calunnia».

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