La Nuova Sardegna

Sassari

Indagini

Incidente mortale di Sandro Ascione, l’inchiesta muove i primi passi

di Davide Pinna

	Un momento dei rilievi
Un momento dei rilievi

Si sono svolti gli accertamenti su strada e guardrail nel tratto della Sassari-Alghero dove il Tir è precipitato dal viadotto

07 giugno 2024
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Sassari Sono trascorsi quattro giorni, dall’incidente sulla Sassari-Alghero in cui ha perso la vita Sandro Ascione. Quattro giorni durante i quali non si è certamente affievolito il dolore di familiari e amici del camionista 65enne di Porto Torres, ancora in attesa di risposte sulle cause della morte del loro caro. Ieri mattina, l’inchiesta delegata dal pubblico ministero Enrica Angioni alla polizia locale di Sassari, ha compiuto uno dei passi principali, in questa direzione.

Accertamenti Il tratto di strada dove è avvenuto l’incidente all’altezza di Bancali, poco prima del chilometro 10 della Quattro Corsie, ha visto lo svolgimento dell’incidente probatorio, affidato all’ingegnere Giuseppe Roggero. Il perito, con il supporto degli uomini del comandante Gianni Serra, ha condotto gli accertamenti irripetibili sulle condizioni del manto stradale e del guardrail. Le operazioni hanno interessato anche la scarpata, lungo la quale è precipitato l’autoarticolato, e lo stesso mezzo pesante, con il supporto dei vigili del fuoco. Da qui arriveranno le risposte sulle possibili cause esterne, legate a malfunzionamenti o eventuali negligenze.

Solo quando la procura disporrà il dissequestro del tratto di guardrail coinvolto nell’incidente, sarà possibile per l’Anas sostituire la barriera danneggiata e ripristinare la circolazione su entrambe le corsie. Discorso molto più complesso per l’autoarticolato: il recupero del mezzo pone una sfida logistica molto impegnativa e sicuramente dispendiosa dal punto di vista economico.

Autopsia Bisognerà attendere invece lunedì per lo svolgimento dell’autopsia sul corpo di Sandro Ascione, affidata dalla procura al medico legale Francesco Lubinu. Solo a quel punto sarà possibile celebrare i funerali del camionista di Porto Torres, la quarta vittima sul lavoro dall’inizio dell’anno nel Nord della Sardegna.

Il ricordo Ascione è stato ricordato con un lungo e commosso post social da un parente e collega: «Capita qualche volta di avere paura, capita di iniziare la giornata e di essere già stanchi... ma si deve fare: in fin dei conti, cosa ci vuole? – si legge -. Capita spesso di chiamare un collega, un amico, la propria ragazza, quando il tempo corre e la stanchezza inizia a prendere il sopravvento... e il sonno maledetto si prende la tua anima». Un grido di dolore e rabbia, contro un sistema che costringe un uomo di 65 anni a portare avanti nel tempo un lavoro usurante e pericoloso come quello del camionista.

Sandro Ascione stava preparando i documenti per andare in pensione, avrebbe maturato i requisiti il 31 dicembre.


 

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