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Sassari, morto per un aneurisma a 73 anni: il pm chiede 6 condanne e 3 assoluzioni

di Luca Fiori
Sassari, morto per un aneurisma a 73 anni: il pm chiede 6 condanne e 3 assoluzioni

Per il decesso di Carlo Dessole a processo nove chirurghi

07 giugno 2024
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Sassari Sei richieste di condanna e tre di assoluzione per la morte, avvenuta nel 2018, del pensionato sassarese Carlo Dessole, il 73enne deceduto 24 ore dopo un intervento chirurgico che - secondo le accuse della Procura della Repubblica di Sassari - fu eseguito in ritardo.

Ieri mattina il pubblico ministero Paolo Piras, il magistrato che si occupò dell’inchiesta aperta dopo la denuncia dei familiari, ha analizzato davanti al giudice Claudia Sechi le singole posizioni dei nove medici finiti a processo.

L’assoluzione è stata chiesta per il chirurgo sassarese Pier Luigi Tilocca, il medico che prestò le prime cure al paziente e che per il pm non può essere ritenuto responsabile di quanto accadde successivamente in reparto e in sala operatoria.

L’assoluzione è stata sollecitata anche per Salvatora Dettori, uno dei medici dell’equipe sassarese, per la quale era già stato chiesto il proscioglimento nel 2021, durante l’udienza preliminare. 

Il pm ha invece chiesto la condanna - con il minimo della pena - per gli altri sei imputati. Il primario della Chirurgia vascolare dell’Aou di Sassari Eugenio Martelli e i medici del reparto Franco Piredda, Maria Antonietta Casu, Anastasia Gabriella Tucconi, Roberto Mancino, Sandro Ciccarello

Richiesta di condanna per Maria Antonietta Casu anche per il secondo capo di imputazione, per non aver proceduto a «laparotomia in tempi strettissimi - si legge nel capo d’accusa della Procura - ma solo dopo oltre tre ore dal momento in cui il paziente presentava intenso dolore lombare sinistro».

Per questo capo d’imputazione il pm ha chiesto l’assoluzione per Franco Piredda e l’assoluzione piena per l’ex primario del San Francesco di Nuoro Gianfranco Fadda, intervenuto in sala operatoria per sostituire il suo omologo di Sassari Eugenio Martelli. Anche per Fadda, la procura aveva chiesto il proscioglimento nel 2021, durante l’udienza preliminare.

«Nella fase della degenza ospedaliera, iniziata il 5 marzo 2018, nonostante l’intervento fosse stato programmato per l’8 marzo in ragione dell’alto rischio di rottura dell’aneurisma - hanno spiegato i legali di parte civile che rappresentano i familiari di Dessole, gli avvocati Mario Pittalis e Andrea Russo - il paziente non è stato operato, sebbene fossero disponibili tutte le protesi necessarie. Non solo - hanno aggiunto i due legali - a seguito dell’inevitabile rottura dell’aneurisma, l’11 marzo, il paziente è stato portato in sala operatoria solo dopo oltre tre ore dal verificarsi dei sintomi, con possibilità di sopravvivenza ormai pressoché nulle. Il tutto nonostante il Dessole fosse ricoverato in una struttura ospedaliera, gli esami fossero stati già eseguiti e la diagnosi chiara».

I medici sono assistiti dagli avvocati Guido Da Tome, Carlo Pinna Parpaglia, Gianluigi Poddighe, Luigi Esposito, Salvatore Porcu, Amedeo Mandras, Roberto Pessei, Gabriele Satta, Sebastiano Chironi, Ivano Iai e Filippo Orecchioni.

Carlo Dessole era stato ricoverato il 5 marzo del 2018 e i figli all’epoca avevano sostenuto che il primo intervento fosse stato programmato per l’8. Calendarizzazione non confermata dalla Aou, che aveva spiegato come prima del 13 fosse impossibile operare per mancanza di stent. L’11 marzo era successo l’imprevisto: il paziente, il cui intervento era stato fissato in elezione (senza pericolo di vita) per il 13 marzo, si era aggravato improvvisamente, tanto che alle 20.20 di quel giorno era in aneurisma. Dessole era finito in sala operatoria dopo la mezzanotte e il giorno successivo era deceduto. Prossima udienza l’11 settembre.

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