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Il caso

Sassari, graffiti, erbacce e rifiuti invadono la Fontana delle Conce

di Davide Pinna

	La Fontana delle Conce e l'antico lavatoio (foto Mauro Chessa)
La Fontana delle Conce e l'antico lavatoio (foto Mauro Chessa)

Il monumento restaurato nel 1998 abbandonato e sporco, l’intero quartiere attende da anni interventi di recupero

24 giugno 2024
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Sassari C’è un tesoro d’acqua, sotto le strade di Sassari. Lo si vede, ad esempio, nelle valli, scavate da fiumi e torrenti nel corso dei millenni. Eppure, la città sembra aver perso il rapporto privilegiato con questo importante patrimonio. Lo raccontano le condizioni di degrado di una fonte storica della città, la Fontana delle Conce, abbandonata fra erbacce, graffiti e fango.

Storia Il sito che ospita la fontana racconta parecchie cose della storia di Sassari. Fino all’Ottocento, qui non c’era la città, ma gli orti di Lu Regnu. In epoca romana, era questo il punto dove sgorgava l’acqua che veniva incanalata nell’acquedotto per Turris Libisonis.

Quando, nel 1837, il re Carlo Alberto autorizzò i sassaresi a costruire fuori le mura, la ricca falda acquifera sotterranea trasformò in breve tempo l’intera zona nel primo nucleo industriale della città e il quartiere popolare che sorse in pochi anni tra Porta Utzeri e Piandanna divenne il rione operaio della città. C’erano mulini, c’erano distillerie, c’erano saponifici: ma soprattutto, c’erano le concerie, industrie fra le più assetate di acqua, che diedero il nome non solo alla fontana, ma all’intero quartiere.

Abbandono Doveva esserci un continuo via vai, tra fine Ottocento e inizio Novecento, davanti alla Fontana delle Conce. Le mogli degli operai andavano non solo a rifornirsi d’acqua per tutta la famiglia, ma anche a lavare i panni nell’ampio lavatoio e due vasche più basse potevano essere utilizzate dagli animali.

Oggi, acqua non ce n’è più. E non si sente nemmeno il vociare di donne e bambini. Gli unici a popolare la zona della fontana sono i senzatetto: uno di loro, nel 2020, perse la vita quando un forte temporale mandò sott’acqua quello che l’uomo credeva essere un buon rifugio dalla pioggia.

Non è l’unica storia tragica che è avvenuta da queste parti. A settembre dello scorso anno, in un campo di Piandanna non troppo distante dalla fontana, venne ucciso a bastonate l’ottantenne Nicola Pasquarelli, che abitava poco lontano, in via delle Conce.

Chi passa oggi dalle parti della Fontana delle Conce, troverà uno spettacolo indegno, della storia che il monumento racconta. I mascheroni diabolici che ornano la base della fontana non solo non gettano acqua, ma sono sbeccati e coperti dalla vegetazione spontanea. Erbacce che dilagano fuori controllo un po’ in tutta la piazza. All’interno dei due abbeveratoi per gli animali non c’è acqua, ma una fanghiglia limacciosa e verde di alghe, ricettacolo di zanzare.

L’insulto più grave, alla fontana e all’antico lavatoio, lo si può leggere però sui muri: tappezzati di scritte a bomboletta, tag e firme, esercizi di stile ad opera di vandali incuranti, o forse ignoranti, del valore storico della fontana.

Il ciclo La storia si ripete uguale dal 1998, quando la allora prima cittadina Anna Sanna inaugurò la piazza restaurata e rimessa a nuovo. Che, non a caso, definì come la priorità, per evitare che la fontana sprofondasse nuovamente nel degrado, fosse quella di «far vivere l’area ai sassaresi».

Una delle idee era quella di insediarvi un mercatino per artigiani o di impiegare la piazza per i concerti, ma già nel 2000 su queste pagine venne pubblicata la lettera di un lettore dal titolo impietoso: «Purtroppo, la Fontana delle Conce è di nuovo un immondezzaio».

E così, negli ultimi ventisei anni, il ciclo non è mai cambiato: qualcuno denuncia il degrado della fontana, l’assessore di turno ne programma la pulizia straordinaria e, nel giro di qualche mese, si ricomincia da capo, magari con l’intervento dei volontari.

Prospettive Probabilmente, il futuro della fontana passa dalla riqualificazione generale del quartiere delle Conce, dove verrà realizzato il primo polo montessoriano dell’isola, al posto delle scuole elementari di via Artiglieria. A marzo sono stati aggiudicati i lavori da mezzo milione per la riqualificazione degli alloggi popolari.

Accanto alla chiesa di Santa Maria sono invece ormai quasi conclusi i lavori per trasformare l’ex Corte d’Appello in un albergo. Interventi importanti, ma che non basteranno, se non verranno recuperati altre importanti aree del quartiere, a cominciare dalle ex concerie Costa o da Cortesantamaria.
 

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