Il capocandeliere dei Falegnami: «Con il cero si è spezzato il nostro cuore»
Antonello Poddighe parla di miracolo: «La Madonna ha evitato una tragedia»
Sassari «Ho ancora nelle orecchie il rumore del legno che si spezza e negli occhi le lacrime dei portatori. Non dormo da due giorni ripensando a quel momento, è stato veramente terribile». Per Antonello Poddighe, capocandeliere del Gremio dei Falegnami quella di quest’anno è stata la 34esima Faradda, certamente sarà un’edizione che non dimenticherà.
A pochi metri dall’arrivo la manovra obbligata per evitare i cavi elettrici della metropolitana di superficie ha costretto il cero costruito nel 1921 a una manovra complicata. «In quel momento si è spezzato anche il nostro cuore – racconta nel piazzale della chiesa di Santa Maria – ma immediatamente abbiamo ricevuto l’abbraccio di tutta la città».
Dal pubblico, dopo un primo momento di sconcerto, è partito immediatamente un applauso. «La gente ci ha dimostrato subito tanto affetto – spiega il capocandeliere – e quello che ci ha fatto enormemente piacere è stata la vicinanza di tutti i componenti degli altri gremi, di tutti i portatori e delle istituzioni sia religiose che civili. E naturalmente delle nostre famiglie che erano e sono sempre accanto a noi». Antonello Poddighe vuole pensare che il fatto che nessuno si sia fatto male in quel momento sia dovuto a un intervento divino.
«Se fosse capitato in un’altra parte del tragitto con la gente più vicina – spiega – sarebbe potuta andare molto peggio. Noi abbiamo un modo di ballare molto frenetico, è la nostra caratteristica, e fortunatamente non è successo quando eravamo in discesa. Vogliamo pensare che la Madonna ci abbia protetto. Ora attendiamo le decisioni che prenderà il Gremio – aggiunge – e non vediamo l’ora che arrivi la prossima Faradda, con la speranza il prossimo anno di poter entrare in chiesa e di poterlo fare con il candeliere in piedi».
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