Fabbri l’antico statuto risale al lontano 1521: prima Discesa nel 2007
Nel 1381 le ordinanze che disciplinano il mestiere. Alla Faradda è il decimo Gremio a entrare in chiesa
Con questo quarto racconto della storia e delle tradizioni dei Fabbri - pubblicato oggi sull’edizione cartacea e sul nostro sito web - continua il viaggio tra i tredici Gremi che partecipano alla Discesa dei Candelieri. Da qui al 14 agosto “La Nuova Sardegna” dedicherà una pagina a ciascun Gremio, per presentare ai nostri lettori i protagonisti della Faradda.
Sassari Il Gremio dei Fabbri, basandoci sui documenti oggi a disposizione, è quello che in Città vanta lo Statuto più antico, datato 1521; le ordinanze furono poi rinnovate negli anni 1561 e 1760.
Nonostante lo Statuto risalga al 1521 si ha contezza della presenza del Gremio sin dai secoli precedenti. Le ordinanze che disciplinano questo mestiere sono risalenti ai codici di Ugone III d’Arborea, o de Serra Bas, del 1381, mentre un documento custodito nell’Archivio storico diocesano menziona la traslazione della Cappella dei Fabbri dall’antica Chiesa di Sant’Eligio fuori le mura – di cui oggi permangono pochi resti – alla Cattedrale – dove è collocata attualmente – avvenuta nel 1515, il che testimonia un’attività pregressa del Gremio fin dagli inizi del XVI secolo.
Dallo stesso 1515 il Gremio ottenne il ‘diritto di prima messa’, che doveva esser officiata da un sacerdote figlio di fabbro, e il diritto del “ius sepeliendi” in base al quale i defunti del Gremio e i suoi familiari dovevano esser sepolti nella cripta sotto la cappella di Sant’Eligio.
Il Santo patrono dei Fabbri è Sant’Eligio, che il Gremio festeggia il primo dicembre con la propria Festa maggiore, mentre la Festa piccola si tiene il 25 giugno.
La divisa del Gremio è prettamente di foggia spagnola con cappa, casacca e corpetto neri, bottoniera in damasco nero e fibbia in argento per gli Eletti, mentre i Novizi indossano la bottoniera color cremisi; i calzoni sono lunghi al ginocchio e il cappello è alla ‘Don Basilio’.
Il “Parajo” o Obriere Maggiore, porta anche la spada e una fascia in velluto color cremisi.
Il Gremio, che opera in città da diversi secoli, partecipa alla Faradda dal 2007 con il Candeliere color rosso fuoco (il colore è dato dalla rappresentazione del lavoro del fabbro).
Dopo una lungo e travagliato processo, al Gremio è stato riconosciuto il diritto di partecipare alla Faradda nel 2006 e dal 2007 il sodalizio è parte integrante della Festa, sfilando in quarta posizione ed entrando in chiesa come decimo Gremio della città, con il proprio Candeliere.
Il Candeliere è ospitato nella Cappella del Gremio in Cattedrale e viene rimosso la mattina del 14 agosto per essere “vestito” e trasportato la sera alla Faradda fino ai piedi della Vergine Assunta. Dal 2013, il Gremio fa parte dell’InterGremio Città di Sassari il cui attuale Presidente è un Gremiante dei Fabbri, in carica dal 2019. Quest’anno il Gremio dei Fabbri è così composto: I Gremianti eletti sono Oreste Antignano (Parajo o Obriere Maggiore), Salvatore Ara, Alessio Chessa, Nicola Chessa, Fabio Madau, Mario Mura, Giancarlo Murgiolu, Pierpaolo Petretto, Giuseppe Pipia, Gianfranco Poddighe (Presidente), Alessandro Sanna (Fisco Maggiore). I Gremianti novizi sono: Salvatore Flore, Massimo Marras, Andrea Migheli, Franco Migheli (Obriere di Candeliere) Roberto Mura, Luigi Poddighe (Obriere di Cappella).