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Sanità

«Non è un lavoro come gli altri, senza passione non lo puoi fare»

di Gavino Masia
«Non è un lavoro come gli altri, senza passione non lo puoi fare»

Il medico di famiglia dottor Fois in pensione dopo 45 anni

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Porto Torres. La sanità turritana saluta un altro medico di medicina generale che è andato in pensione dopo 45 anni di attività. Il dottor Giovanni Mario Eugenio Fois ha infatti raggiunto i limiti previsti dalle disposizioni vigenti per il collocamento in quiescenza e ha salutato i milleottocento pazienti che aveva in carico fino all’ultimo giorno di lavoro. Ora nello stesso ambulatorio di sempre, quello di via Pacinotti, continua in privato l’attività di medico dermatologo.

«Ho cominciato questa professione tanti anni fa con le guardie mediche – ricorda il dottor Fois – e poi sono arrivato nell’ambulatorio di via Pacinotti: la città non è cambiata tanto dal punto di vista generale, però, purtroppo, dopo il pensionamento di diversi colleghi di medicina generale, è venuto a mancare il rapporto di fiducia tra medico e pazienti». Tra i periodi più difficili del lungo percorso di medico sicuramente c’è quello del Covid, che ha lasciato il segno anche nella città turritana. «È stato un momento drammatico – concorda – e all’inizio le notizie che circolavano in televisione e sui giornali contribuivano ad alimentare questo stato di incertezza. Io avevo a disposizione solo una mascherina di carta quando visitavo i pazienti, in ambulatorio e nelle loro case, che mi ero procurato attraverso delle persone che lavoravano nella zona industriale». «Ricordo anche un episodio curioso di quel periodo – continua – Ero andato a visitare un paziente che aveva il Covid nella sua abitazione e per proteggermi dalle infezioni mi sono messo in testa una cuffia da bagno. Pian piano tutto è poi ritornato alla normalità e, nonostante la grande pesantezza di tutta la situazione, sono comunque riuscito a tenere un rapporto più che cordiale con i miei pazienti».

Nell’ultimo anno di attività di medico di medicina generale, dottor Fois aveva in carico milleottocento pazienti e lavorava dieci ore al giorno. «Tenevo un ritmo pazzesco fino a sera tardi – racconta – con circa 130 accessi al giorno. Quello del medico non è un lavoro come tutti gli altri, perché se non hai grande passione dentro l’animo non lo puoi fare. È indispensabile mettersi a disposizione, ed essere pronti a fare delle rinunce. Se tu però coltivi una vera passione per questo mestiere, lo puoi fare e anche bene».

Facendo un focus sullo stato attuale della sanità cittadina, per dottor Fois c’è qualcosa che ancora non funziona a Porto Torres. «Mancano i servizi che funzionino regolarmente: al poliambulatorio Andriolu, per esempio, non si riesce ad avere una continuità nei servizi ambulatoriali specialistici, nonostante le tante richieste dei pazienti. Radiologia e fisioterapia non sono servizi pubblici a Porto Torres, si possono fare solo attraverso la sanità privata. Ho saputo che l’Asl ha riattivato nuovi ambulatori in via delle Terme e, a quanto pare, attiverà anche nell’ex sede della Soprintendenza: sarebbe importante che questi servizi funzionassero con regolarità». «Il problema – continua il medico – rimane la mancanza di medici di medicina generale a Porto Torres, perché sono andati in pensione tanti colleghi e non sono stati sostituiti nel numero che servono per i pazienti. Gli ambulatori Ascot sono importanti, è vero, ma non sono la stessa cosa dei medici che hai per tutta la vita e con i quali instauri un vero rapporto di fiducia. Io sono in ambulatorio dalle 9 e ricevo ancora dei pazienti che vogliono avere delle risposte, perché si sentono come in una famiglia».

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