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Fotovoltaico vicino al sito Unesco, marcia indietro del ministero

di Giovanni Bua
Fotovoltaico vicino al sito Unesco, marcia indietro del ministero

Annullata la contestata “Via” per l’impianto confinante con la domus de janas di S'Incantu a Putifigari

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Putifigari Marcia indietro del ministero dell’Ambiente che ha avviato l’annullamento della Via per due impianti fotovoltaici previsti nel territorio del comune di Putifigari  proposti dalla società romana Ine Seddonai.

Il contestatissimo provvedimento, datato 3 ottobre, consentiva alla società di richiedere le successive autorizzazioni regionali e comunali necessarie alla costruzione su una superficie complessiva di circa 86 ettari e una potenza installata di 72,6 megawatt.

In particolare a preoccupare era l’intervento in località Monte Siseri, su una superficie catastale di circa 174 ettari, di cui 66 effettivamente occupati dai pannelli solari. Il tutto estremamente vicino alla domus de janas di S'Incantu, di recente inserita come tutte nell’isola nel patrimonio Unesco. Un via libera fortemente cotestato dalle comunità locali e dalla Regione, con gli assessori Francesco Spanedda (Enti locali) e Ilaria Portas (Cultura) che avevano partecipato a un infuocato consiglio comunale aperto a Putifigari.

Entrambi avevano ribadito che l’esito positivo della Valutazione di impatto ambientale rilasciata dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase), in netta contrapposizione con il parere negativo del ministero della Cultura (Mic), «costituisce una fase preliminare, non un’autorizzazione alla realizzazione dell’impianto».

«La Via non autorizza il progetto - aveva ricordato Spanedda - ma stabilisce condizioni e prescrizioni, oltre cinquanta nel caso di Putifigari, che dovranno essere valutate qualora il proponente decida di presentare la richiesta di autorizzazione unica».

Il rischio che si provasse a portare avanti l’intervento era però altissimo, come la tensione tra Governo e Regione che, durante tutto l’iter, aveva presentato una lunga serie di osservazioni critiche Ora però si riparte da capo. Con Il ministero dell’Ambiente che ha avviato l’annullamento della Via dopo che il parere della Soprintendenza Pnrr è stato dichiarato illegittimo per criteri errati, compromettendo la tutela dei beni archeologici. Il parere andrà rivisto e il quadro cambia completamente.

«La tutela del nostro patrimonio non è negoziabile. Il caso dell’impianto Fer vicino al sito Unesco di Putifigari lo conferma, senza trasparenza e rispetto delle regole, la Sardegna dice no – festeggia la presidente Alessandra Todde –. Qualunque decisione prenda questo Governo, la nostra posizione è ferma, nessun progetto che metta a rischio il nostro patrimonio ambientale e culturale sarà accettato. Lo ribadisco: io, la mia Giunta e la Regione Sardegna saremo sempre intransigenti nella difesa della nostra identità. Il paesaggio è un bene pubblico da proteggere, oggi e per le generazioni che verranno». «L'inserimento di questo sito nel patrimonio Unesco è un ostacolo quasi assoluto all'intervento nella buffer zone. Putifigari non diventerà terra di speculazione fotovoltaica. La Sardegna non si piegherà davanti a scelte calate dall’alto che ignorano la volontà dei territori e i vincoli Unesco».

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