Matteo, imprenditore a 23 anni: il suo carretto con le crêpes conquista i sassaresi
Esordio di successo per il giovane di Latte Dolce che attira i golosi in piazza d’Italia: «Spero di ingrandirmi»
Sassari Ha quasi 24 anni, è sassarese e in meno di un mese - con il sorriso e i profumi che emana il suo carretto - ha conquistato il salotto buono della città. Dal 20 dicembre Matteo Razzoli ha avviato la sua prima attività, un carretto mobile trainato da una bicicletta elettrica a pedalata assistita - sul quale prepara le crêpes - e il riscontro dei sassaresi è stato immediato. File, curiosità e clienti che tornano. Un esordio di successo che racconta molto più di una semplice iniziativa commerciale.
Quella di Matteo è la storia di un ragazzo di Latte Dolce che si è creato da solo il proprio futuro, investendo i risparmi messi da parte, lavorando subito dopo il diploma. La sua piccola azienda si chiama “Gustavo Creperia”, un nome che è già presente e attivo sui social, dove Matteo racconta il progetto e dialoga con i clienti, soprattutto i più giovani. Diploma al liceo Scientifico con ottimi voti, iscrizione alla facoltà di Economia e una decisione presa in fretta, ma con grande lucidità. «Ho capito quasi subito che l’università non era la mia strada», racconta Matteo, mentre stende l’impasto sulla piastra rovente. «Volevo fare impresa, volevo costruire qualcosa di mio». Da lì inizia la gavetta vera. Porta pizze, commesso in un negozio di elettrodomestici, lavori diversi ma tutti affrontati con lo stesso obiettivo: imparare e risparmiare.
«Ho iniziato a mettere da parte soldi fin da subito. Non li spendevo, pensavo a quello che avrei voluto fare un giorno». L’idea del carretto nasce così, in modo concreto. Ma tra il progetto e la realtà ci sono voluti circa un anno e mezzo di pratiche e burocrazia. «È stata la parte più faticosa. A volte sembrava non finire mai». Matteo però non si ferma e arriva al giorno zero: il 20 dicembre 2025. La prima uscita è in piazza d’Italia, tra le bancarelle e le casette di Natale. L’impatto è subito positivo. Il vero salto arriva il 31 dicembre, in occasione del concerto di Capodanno con Max Pezzali. «Quella sera è stato incredibile. Non riuscivo a stare dietro alle richieste e ho dovuto affiancare i due carretti. Lì ho capito che l’idea funzionava davvero». Da quel momento il carretto di “Gustavo Creperia” diventa un punto di riferimento nel fine settimana. Il banchetto è semplice ma curato: piastra sempre accesa, ingredienti ordinati, movimenti sicuri. Matteo lavora parlando con tutti, spiegando, sorridendo. Ha le idee chiare, uno sguardo sveglio, due orecchini che luccicano come i suoi occhi e una parlantina che conquista. «Mi piace il contatto con le persone. È la parte più bella di questo lavoro». Fino al prossimo maggio ha ottenuto la licenza per operare in piazza d’Italia nei fine settimana. Poi il progetto si allargherà. «Voglio girare la Sardegna, andare alle sagre e alle feste paesane. Ci sono tantissime occasioni». Intanto il futuro è già iniziato. Con i soldi risparmiati lavorando dopo il diploma, Matteo ha acquistato non uno ma due carretti. «Il secondo è un investimento. Penso in grande e sogno di avere più carretti sparsi per l’isola. Per il loro acquisto -spiega – è stato fondamentale anche il percorso di presentazione del progetto Gustavo Creperia, che ho dovuto sostenere davanti a esperti d’impresa e che è stato valutato e approvato. Grazie a loro ho potuto accedere ai fondi, insieme ai miei risparmi personali. Ma un ringraziamento speciale va ai miei – aggiunge Matteo – avere alle spalle una famiglia unita, che ti sostiene e crede nelle tue scelte, fa davvero la differenza». Un sogno che comincia già a creare occupazione: «Sto dando qualche posto di lavoro, ed è una responsabilità enorme». Il messaggio che Matteo lancia ai suoi coetanei è diretto. «Non bisogna aspettare che qualcuno ti dia qualcosa. Se hai un’idea e sei disposto a sacrificarti, puoi costruirti il tuo spazio anche qui, a Sassari».
In piazza d’Italia, tra una crêpe e l’altra, “Gustavo Creperia” è diventata in poche settimane una piccola realtà riconoscibile. «Vorrei essere un buon esempio per i ragazzi della mia età che hanno perso la fiducia e la speranza per il futuro – racconta – si può restare in Sardegna, investire e dimostrare che anche nel cuore della città c’è spazio per chi ha il coraggio di provarci». © RIPRODUZIONE RISERVATA
