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Sassari, Carbonazzi tra sogni e proposte: nasce il Comitato dei cittadini

di Luca Fiori
Sassari, Carbonazzi tra sogni e proposte:  nasce il Comitato dei cittadini

Viabilità pericolosa davanti alle scuole, spazi pubblici trascurati tra le priorità. Venerdì 27 il primo incontro nella sala dell’oratorio aperto agli abitanti del rione

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Sassari Viabilità pericolosa davanti alle scuole, spazi pubblici trascurati, servizi da migliorare e una richiesta chiara di maggiore ascolto da parte delle istituzioni. Da queste criticità - segnalate da tempo dai residenti - nasce il Comitato di quartiere Carbonazzi, costituito formalmente qualche mese fa e già operativo con le prime comunicazioni inviate al Comune, ma ancora in attesa di presentarsi ufficialmente ai cittadini.
Il primo appuntamento pubblico è fissato però per venerdì 27 febbraio alle 19, nell’oratorio di via Paolo De Muro, dove si terrà l’assemblea aperta a tutti i residenti del quartiere. Il nodo più urgente resta quello della sicurezza stradale. Il tratto in discesa tra via Forlanini e via Ugo La Malfa è indicato dai residenti come una criticità quotidiana, soprattutto negli orari di ingresso e uscita da scuola. «In quei momenti – spiega il presidente Gianni Corongiu – si concentrano auto, bambini, genitori. Le macchine scendono veloci e gli spazi sono ridotti. È una situazione oggettivamente pericolosa. Noi chiediamo interventi concreti, non promesse».

Il Comitato ha già protocollato una segnalazione formale, chiedendo un’analisi tecnica e soluzioni immediate. «Non vogliamo creare allarmismi – precisa Corongiu – ma prevenire. La sicurezza viene prima di tutto. Se servono dissuasori, attraversamenti rialzati o controlli più frequenti, bisogna valutarli subito». Ma la viabilità è solo uno dei capitoli aperti. Carbonazzi è un quartiere densamente abitato, con molte famiglie giovani e una presenza significativa di anziani. I residenti chiedono maggiore manutenzione delle aree verdi, cura dell’illuminazione pubblica, attenzione al decoro urbano e servizi più efficienti.

«Ci sono spazi che potrebbero diventare luoghi di aggregazione – osserva il presidente – e invece restano poco valorizzati. Un quartiere curato è anche un quartiere più sicuro». La nascita del Comitato è il risultato di un percorso partecipato che ha coinvolto centinaia di persone e portato alla raccolta di circa 1500 firme. «Non è stata un’iniziativa calata dall’alto – sottolinea Corongiu – è nata ascoltando i vicini di casa, parlando nei cortili, confrontandoci sui problemi comuni. Quelle firme dimostrano che c’è voglia di partecipare». Del direttivo insieme a Corongiu, fanno parte Marisa Quadu, Annalisa Salis, Alessandro Dalerci, Giovanni Mela, Enzo Brandinu, Giuseppe Arca, Francesco Desogus e Franco Madau. Il Comitato si definisce apartitico, aconfessionale e senza scopo di lucro. «Non siamo contro qualcuno – ribadisce il presidente – siamo per Carbonazzi. Vogliamo collaborare con il Comune, ma chiediamo attenzione e tempi certi. I problemi quotidiani non possono restare in sospeso per anni».

Tra gli obiettivi dichiarati ci sono la promozione della partecipazione attiva, la tutela e valorizzazione del territorio, l’organizzazione di iniziative culturali e sociali e la rappresentanza delle istanze dei cittadini. «Vogliamo essere un punto di riferimento stabile – conclude Corongiu – per segnalare problemi e proporre idee. Il quartiere deve tornare protagonista».

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