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La sentenza

L’esplosivo e le armi lasciate vicino a un torrente non erano sue: assolto - La storia

L’esplosivo e le armi lasciate vicino a un torrente non erano sue: assolto - La storia

L’imputato è figlio di Vincenzo Unali, condannato in primo grado all’ergastolo per l’omicidio Ara a Ittireddu

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Sassari È stato assolto da tutte le accuse a distanza di quattro anni dall’episodio che lo aveva fatto finire nei guai. Era il 2022 quando i carabinieri avevano trovato un fucile e dell’esplosivo vicino a un torrente che scorre al bordo di un terreno di cinquanta ettari nel quale una famiglia di allevatori di Mores portava il bestiame a pascolare.

Non una famiglia sconosciuta, però, ma quella degli Unali coinvolta qualche anno prima in un fatto di cronaca. E i carabinieri di Bonorva e Torralba, ritenendo di avere elementi a sufficienza a suo carico, avevano arrestato Giacomo Unali, 42 anni. Ossia il figlio di Vincenzo, 66 anni, già condannato in primo grado all’ergastolo per l’omicidio di Alessio Ara, il 37enne ucciso a Ittireddu con due fucilate – una al petto e una alla spalla – il 15 dicembre del 2016.

Unali è in attesa del nuovo processo davanti alla corte d’assise d’appello di Cagliari dopo che la Cassazione ha annullato il verdetto di secondo grado (che confermava l’ergastolo).

Per gli investigatori a nascondere quelle armi sarebbe stato proprio il figlio 42enne. Lui aveva spiegato che il punto del ritrovamento – una ripida scarpata alta dieci metri rispetto al fiume sottostante – era accessibile a chiunque, inutilizzabile a pascolo e a 700 metri di distanza dal suo ovile. In particolare erano stati trovati un fucile calibro 12 con matricola cancellata, un chilo e mezzo di gelatina da cava, 10 metri di micce e 6 detonatori. L’esplosivo era già confezionato, pronto per essere utilizzato e con un elevatissimo potenziale offensivo.

Le indagini dei carabinieri (che avevano inviato il materiale ai colleghi del Ris) erano finalizzate anche a capire se il fucile ritrovato avesse qualcosa a che fare con l’omicidio di Alessio Ara.

Il 37enne, infatti, fu ucciso con un’arma simile e sull’indumento che l’assassino avrebbe utilizzato per avvolgerla era stato trovato il Dna di Vincenzo Unali. Fucile che non è stato mai ritrovato. Nei confronti di Giacomo Unali il pubblico ministero Giovanni Porcheddu aveva chiesto la condanna a due anni e tre mesi di reclusione ma il collegio ha condiviso e accolto la tesi degli avvocati difensori Antonio Secci e Pietro Diaz e ha assolto l’imputato con formula ampia. (nadia cossu)

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