Pnrr, a rischio definanziamento i cantieri di Sassari: la giunta sceglie i progetti da salvare – Ecco quali
Il palazzetto di via Kennedy va avanti, congelata l’ex Colonia campestre
Sassari Il palazzetto di via Kennedy va avanti. Così come le ciclovie urbane e il recupero dell’immobile comunale di corso Vittorio Emanuele.
Si congelano invece tre cantieri pesanti del Pnrr sassarese: il recupero dell’edificio vincolato di via Zara e l’ampliamento dell’ex sede dei Servizi sociali, entrambi nel complesso dell’ex Colonia Campestre, oltre alla dismissione della diga di Bunnari bassa.
La tempesta
La giunta Mascia mette ordine dentro la tempesta Pnrr e, con una delibera approvata il 30 aprile, decide quali opere “difendere” usando i fondi delle casse comunali e quali invece fermare in attesa di nuovi finanziamenti regionali, metropolitani o statali.
Sullo sfondo c’è la scadenza europea del 30 giugno 2026, entro cui i progetti dovrebbero essere completati e rendicontati. Una deadline che, salvo proroghe in extremis a livello europeo (in cui molti ancora sperano) per gran parte dei Comuni italiani viene ormai considerata di fatto irraggiungibile.
Il rischio
Palazzo Ducale lo scrive nero su bianco: una parte degli interventi finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza «non potrà essere conclusa e rendicontata entro il prossimo 30 giugno» e il rischio è quello del definanziamento integrale delle opere. Non soltanto delle quote non spese ma dell’intero finanziamento assegnato ai singoli progetti.
Nel documento vengono indicati come “a rischio di definanziamento” sei interventi: la ristrutturazione dell’edificio vincolato di via Zara da circa 6,4 milioni di euro; l’ampliamento e ristrutturazione dell’ex sede dei Servizi sociali da circa 8 milioni; il palazzetto dello sport di via Kennedy da 4,2 milioni; le ciclovie urbane da 6,7 milioni; il recupero dell’immobile comunale di corso Vittorio Emanuele 136 da circa 900mila euro; e infine la dismissione della diga di Bunnari bassa con le opere di sistemazione idraulica collegate, da circa 7,4 milioni di euro.
La scelta
La giunta individua anche i criteri con cui affrontare la selezione: stato di avanzamento dei lavori, peso economico sugli equilibri dell’ente, strategicità dell’opera e possibilità di reperire altre fonti di finanziamento. Ed è proprio seguendo questa linea che Palazzo Ducale decide di andare avanti con il palazzetto di via Kennedy e con le ciclovie, considerate opere già avviate e in fase di completamento. Per corso Vittorio Emanuele pesa invece il nodo della sicurezza pubblica e dei possibili danni ai privati che deriverebbero dall’interruzione del cantiere.
Congelati
Stop invece alle altre tre partite più pesanti. L’atto di indirizzo approvato dalla giunta dispone infatti di «non dare avvio agli interventi e sospendere ogni attività che comporti dei costi» per via Zara, per l’ex sede dei Servizi sociali e per la diga di Bunnari bassa.
Equilibri
Dietro la scelta c’è anche il tema degli equilibri di bilancio. Il Comune chiarisce infatti che potrà utilizzare solo una parte limitata delle proprie risorse per coprire eventuali buchi lasciati dal Pnrr. La quota libera dell’avanzo di amministrazione approvata con il rendiconto 2025 ammonta a 6 milioni e 662mila euro, cifra che la giunta considera il massimo sostenibile senza mettere a rischio la stabilità finanziaria dell’ente.
L’assessore
«La scadenza del 30 giugno per la rendicontazione non consente il completamento nei tempi richiesti e proseguire senza certezze esporrebbe il Comune al rischio di definanziamento totale dell’intervento, con l’obbligo di sostituire integralmente le risorse con fondi propri», spiega l’assessore al Bilancio Giuseppe Masala.
Da qui la scelta di provare a percorrere un’altra strada. «Abbiamo deciso di fare una cosa diversa, di chiedere all’Unità di missione del Ministero dell’Interno la rimodulazione delle linee di finanziamento, riportando queste opere alle loro fonti originarie – prosegue Masala – perciò la sospensione non è che una misura cautelativa».
Nel frattempo, sottolinea ancora Masala, «il Comune sta portando avanti regolarmente tutti gli altri interventi già avviati, tra i quali il palazzetto dello sport di via Kennedy, le ciclovie e il recupero dell’immobile di corso Vittorio Emanuele, che rispettano i tempi di rendicontazione richiesti». La partita, comunque, resta apertissima. Palazzo Ducale continua a confidare nella possibilità di una proroga europea o nell’arrivo di nuovi strumenti di finanziamento alternativi. «Proteggere gli equilibri di bilancio e garantire la realizzazione delle opere sono i due obiettivi che questa amministrazione persegue insieme, senza sacrificarne uno in nome dell’altro», conclude Masala.
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