La Nuova Sardegna

Il delitto di Garlasco

«Sempio dieci anni fa faceva ricerche sul Dna sotto le unghie». E quell’audio con l’orario dell’omicidio – La ricostruzione delle accuse

di Sandro Barberis
«Sempio dieci anni fa faceva ricerche sul Dna sotto le unghie». E quell’audio con l’orario dell’omicidio – La ricostruzione delle accuse

Le carte dell’inchiesta sulla morte di Chiara Poggi. In una intercettazione il commesso dice «quel giorno è successo qualcosa… alle nove e trenta a casa»

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Garlasco Le nuove carte dell’inchiesta sul delitto di Chiara Poggi, 26enne uccisa il 13 agosto 2007 a Garlasco, puntano anche su intercettazioni, appunti personali e materiale informatico attribuito ad Andrea Sempio, il 38enne amico del fratello della vittima accusato del delitto. Uccisione per cui è stato condannato però in via definitiva a 16 anni l’allora fidanzato Alberto Stasi, che ora punta alla revisione del processo.

La Procura: «Forte ossessione di Sempio»

Secondo la procura di Pavia, gli elementi raccolti restituirebbero «un quadro di forte ossessione» per il caso di Chiara Poggi e per i temi della violenza sessuale, oltre a una conoscenza ritenuta sospetta di dettagli legati alla mattina del 13 agosto 2007. Intanto Sempio è stato a Roma per sottoporsi ad una perizia psicologica di parte.

I dettagli delle accuse: le ricerche sul Dna sotto le unghie

Un elemento ritenuto particolarmente significativo riguarda le ricerche web effettuate da Sempio tra il 2014 e il 2015, quando il processo ad Alberto Stasi era ancora pendente. Dai dispositivi sequestrati emergono infatti numerose ricerche sul Dna trovato sotto le unghie di Chiara Poggi e sul «DNA mitocondriale». Secondo i pm, quelle ricerche assumono rilievo perché avvennero «in un momento in cui era in corso il procedimento nei confronti di Alberto Stasi e non era mai stato espresso alcun sospetto che quel dna fosse riconducibile all’odierno indagato».

Le intercettazioni: l’orario del delitto

Tra gli aspetti considerati più rilevanti ci sono poi le intercettazioni ambientali registrate tra il 2017 e il 2025, spesso mentre Sempio si trovava da solo in auto. In una captazione dell’8 febbraio 2017, due giorni prima del primo interrogatorio, l’indagato pronuncia una frase che per i pm «sembra riferirsi all’orario» del delitto: «“È successo qualcosa quel giorno… però cazzo, oh… alle nove e mezza a casa”». Un passaggio che gli investigatori collegano alla finestra temporale dell’omicidio. «Ammettiamo, senza concederlo, che sia un audio fedele" - ha ribattuto però su Canale 5, uno dei due difensori di Sempio, Liborio Cataliotti - dal mio punto di vista, se non lo si vuole necessariamente relativizzare all'omicidio, non vuol dire nulla. Anche se si relativizzasse la frase “alle nove e mezza è successo qualcosa”non sarebbe probante di nulla».

Lo scontrino del parcheggio a Vigevano

Sempre nelle intercettazioni del 2017, Sempio appare concentrato sul tema dello scontrino del parcheggio di Vigevano, indicato all’epoca come alibi che però secondo i nuovi inquirenti non è stato stampato da Andrea Sempio «“Su questa cosa dello scontrino bisogna stare attenti sull’ora”», dice parlando da solo in macchina. E ancora: «“La storia dello scontrino è stata tirata tanto”». Dopo l’interrogatorio commenta con il padre alcune presunte discrepanze nelle versioni fornite: «“Ne abbiamo cannata una però”», riferendosi al ritrovamento dello scontrino. Secondo la procura, le captazioni mostrerebbero anche che Sempio conosceva in anticipo i temi dell’interrogatorio. «“Loro si portano dietro la storia del Dna”», dice il padre in una conversazione registrata il 9 febbraio 2017. E ancora: «“Sono riusciti a recuperare i tabulati”». Gli investigatori sottolineano inoltre una frase ritenuta significativa: «“Lo scopo non è andare lì e rispondere, lo scopo è andare lì e fare la vittima”».

I video porno e i contenuti violenti

Un capitolo riguarda poi il materiale informatico sequestrato nel 2025. Sui dispositivi attribuiti a Sempio sarebbero stati trovati video pornografici relativi a «bondage», ricerche sulle categorie «incesto» e «stupro», oltre a contenuti violenti visti su YouTube. Gli inquirenti citano inoltre file dai contenuti ritenuti inquietanti. In uno, intitolato “Genesi dell’aggressione predatoria”, si legge: «“Nell’istinto predatorio non c’è l’intenzione di nuocere, ma solo di prendere. Prendere cibo, sesso, soldi”». E ancora: «“La morte della vittima non è altro che un eventuale effetto collaterale”». I pm nelle 100 pagine di accuse a Sempio citano anche un file di testo scritto da Sempio relativo alla vicenda di Issei Sagawa, il giapponese che uccise e cannibalizzò una studentessa a Parigi. Nel testo attribuito a Sempio si legge: «“Diventerà un mostro. Lo tratteranno da mostro e nessuno proverà a capirlo”». E ancora: «“Non so voi… ma io pur rendendomi conto della gravità dell’omicidio, ci vedo una storia d’amore, un romanticismo intensissimo”».

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