Sassari, studenti in campo per l’ambiente in ricordo di Piergiorgio Poddighe
Il 18 maggio la consegna del premio dedicato all’avvocato scomparso nel 2022
Sassari Non soltanto un concorso scolastico, ma un’esperienza capace di lasciare un segno. Saranno i cortometraggi, i video e gli elaborati degli studenti del terzo anno del liceo scientifico “Spano” i protagonisti della cerimonia in programma lunedì 18 maggio alle 10.30 nell’aula magna dell’istituto di via Monte Grappa, dove verrà consegnato il Premio dedicato alla memoria dell’avvocato Pier Giorgio Poddighe, figura storica del Rotary e volto profondamente amato della città.
Il Rotary International Distretto 2080 per iniziativa del governatore Adriana Muscas, con il supporto del Rotary Club di Sassari Nord guidato dal presidente Giuseppe Frigau, ha scelto quest’anno di puntare sui giovani e sulla loro capacità di raccontare il presente attraverso linguaggi contemporanei.
Ai ragazzi è stato chiesto di confrontarsi con il tema della tutela dell’ambiente, sviluppando un elaborato scritto o realizzando un cortometraggio. Gli studenti hanno trasformato il tema della sostenibilità in storie, immagini, testimonianze e piccole sceneggiature capaci di parlare non soltanto di inquinamento e cambiamenti climatici, ma anche di responsabilità individuale, consumo consapevole, rispetto del territorio e futuro delle nuove generazioni.
Nei corridoi dello Spano, nelle settimane di preparazione, il progetto è diventato qualcosa di più di una semplice attività didattica. C’è chi ha scritto i testi, chi ha curato le riprese, chi il montaggio, chi la colonna sonora e la fotografia. Un’esperienza che ha messo insieme creatività e riflessione civile, trasformando le classi in piccole troupe cinematografiche. L’obiettivo del premio, infatti, non era soltanto selezionare il lavoro migliore, ma stimolare nei giovani uno sguardo critico sulla realtà. Una filosofia perfettamente coerente con la Settima via d’azione del Rotary International dedicata alla “Tutela dell’Ambiente” e alla formazione delle nuove generazioni.
I lavori selezionati dalla giuria - della quale fanno parte Giuseppe Frigau, Salvina Deiana, Luigi Esposito, Alessandro Scodino, Giorgio Zavattaro e Sara Poddighe sorella di Piergiorgio - sono un mosaico di sensibilità diverse che racconta anche il modo in cui gli adolescenti guardano oggi alle grandi emergenze del pianeta. La giornata del 18 maggio sarà dunque non soltanto un momento celebrativo, ma anche un’occasione per dare voce ai ragazzi e alle loro idee. Il nome di Pier Giorgio Poddighe, del resto, continua a rappresentare per Sassari un esempio di impegno concreto e di servizio verso la comunità.
Nato il 10 agosto 1965 nel quartiere di Porcellana, Poddighe si era diplomato proprio allo “Spano” prima di laurearsi con lode in Giurisprudenza all’Università di Sassari. Avvocato apprezzato, uomo di profonda fede e grande passione civile, aveva legato il suo nome a una lunga attività nel Rotary International, iniziata quando aveva appena 23 anni nel Rotaract Club Sassari. Nel corso degli anni era diventato una delle figure più autorevoli del Distretto 2080, fino a ricoprire il ruolo di governatore nell’annata 2013-2014. Durante il suo mandato aveva promosso progetti innovativi, campagne di solidarietà e iniziative di formazione rivolte ai giovani, mantenendo sempre al centro il valore del servizio.
Chi lo ha conosciuto lo ricorda come un instancabile creatore di relazioni, capace di coinvolgere persone e istituzioni attorno a obiettivi comuni. Un uomo che viveva il Rotary come una missione quotidiana. Tra le battaglie che più lo avevano appassionato c’era quella per l’eradicazione della poliomielite nel mondo attraverso il progetto End Polio Now. Nel 2011 era stato anche in India per partecipare personalmente alle campagne vaccinali, contribuendo alla somministrazione di centinaia di vaccini antipolio. Ma Pier Giorgio Poddighe era anche profondamente legato alla sua città e alle sue tradizioni, aveva sempre sostenuto la vita culturale e identitaria di Sassari. E nei video realizzati dagli studenti, tra immagini della natura ferita e messaggi di speranza, c’è già il segno più evidente di quel passaggio di testimone.
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