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Sassari, tre rapine in meno di 24 ore: condannato il figlio, scagionato il padre

di Nadia Cossu
Sassari, tre rapine in meno di 24 ore: condannato il figlio, scagionato il padre

La sentenza per i colpi messi a segno nel 2024 in un’edicola e in due market

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Sassari Condanna a sei anni di reclusione per il figlio e assoluzione per il padre. È la sentenza emessa ieri dal collegio presieduto dalla giudice Monia Adami (a latere Sara Pelicci e Stefania Mosca Angelucci) nel processo a carico di due imputati accusati di aver agito in concorso nelle tre rapine messe a segno in città tra il 19 e il 20 febbraio di due anni fa, commesse in meno di 24 ore. Secondo l’accusa, il figlio sarebbe stato l’autore materiale dei colpi, mentre il padre gli avrebbe garantito il supporto logistico, aspettandolo al volante dell’auto utilizzata per la fuga.
A sostenere la pubblica accusa durante la discussione è stato il pubblico ministero Maria Paola Asara che ha chiesto la condanna degli imputati, assistiti dall’avvocato Giovanni Policastro.
La vicenda aveva destato particolare allarme in città per la rapidità con cui erano stati messi a segno i colpi e per la violenza delle minacce rivolte alle vittime.
Il primo episodio era avvenuto poco dopo mezzogiorno in un’edicola di viale Dante. Dopo essersi presentato come un normale cliente chiedendo una ricarica telefonica, il rapinatore aveva mostrato una pistola infilata nei pantaloni e aveva intimato alla titolare di consegnare l’incasso: «Se non mi dai i soldi ti sparo». La commerciante, terrorizzata, gli aveva consegnato una trentina di euro.
Qualche ora più tardi aveva preso di mira un piccolo market nella zona di Caniga. È qui che si erano vissuti i momenti più drammatici. Davanti alla titolare e alla figlia di appena due anni, il rapinatore aveva estratto l’arma e pronunciato una minaccia inquietante: «Non fare movimenti bruschi, non ti conviene. Me la prendo con te o con la bambina». Ottenuti appena dieci euro, aveva sfogato la propria rabbia scaraventando a terra la merce esposta sugli scaffali prima di dileguarsi.
Il giorno successivo aveva colpito ancora, questa volta nel market “Corso dei Sapori” di corso Vico. Armato di un coltello da cucina, aveva costretto la titolare a consegnargli l’incasso, circa 150 euro, per poi allontanarsi rapidamente.
Le indagini della squadra mobile erano partite immediatamente dopo il primo colpo. Le immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza si erano rivelate decisive: gli investigatori erano riusciti a individuare sia il presunto autore delle rapine sia l’automobile con cui si allontanava dai luoghi dei colpi. Secondo la ricostruzione della Procura, alla guida di quel veicolo c’era il padre, incaricato di attendere il figlio e garantirgli la fuga. Ma questa circostanza, evidentemente, non è stata chiarita nel dibattimento e infatti l’uomo è stato assolto.
L’attività investigativa si era conclusa in meno di 48 ore con l’arresto del giovane e con il coinvolgimento del padre nell’inchiesta. Nel corso del processo la Procura ha sostenuto l’esistenza di un’azione condivisa tra i due imputati, ricostruzione che il collegio non ha però ritenuto provata.

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