Legionella all’ospedale di Sassari, l’Aou: «Nessun allarme» – I chiarimenti
L’Azienda ospedaliero universitaria sottolinea: «Il ritrovamento segnala che i piani di sicurezza funzionano, ma non c’è un’emergenza»
Sassari «Nessun allarme legionella all’ospedale di Sassari, stiamo mettendo in atto quanto previsto dai protocolli». Si può sintetizzare così, la nota con cui l’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari interviene sulla notizia del ritrovamento del batterio della legionella nell’acqua utilizzata all’interno del reparto di Medicina interna.
«La positività microbiologica per Legionella spp. rilevata a Medicina Interna è emersa nell'ambito dell'ordinario programma di monitoraggio ambientale previsto dal Water Safety Plan aziendale e dal Protocollo operativo per la gestione e il controllo della Legionella vigente in Azienda» spiega l’Aou in una nota.
Non ci sarebbero stati sinora né contagi né eventi straordinari che hanno permesso di scoprire il batterio, ma solo lo svolgimento dei controlli ordinari: «L'accertamento, pertanto, non è conseguente alla segnalazione di casi clinici né a eventi straordinari, bensì costituisce il risultato dell'attività di sorveglianza microbiologica programmata che la Direzione Medica di Presidio, attraverso il proprio laboratorio e in collaborazione con il Gruppo multidisciplinare aziendale dedicato al Water Safety Plan, svolge sistematicamente nelle aree a potenziale maggior rischio assistenziale e, con criteri programmati, nelle restanti strutture aziendali».
«A seguito della ricezione del referto microbiologico sono state immediatamente attivate tutte le procedure previste dal protocollo aziendale con contestuale richiesta dell'attuazione delle misure correttive previste, comprese le operazioni di flussaggio dei terminali idrici (indispensabile infatti evitare i ristagni), le verifiche tecniche e i successivi controlli microbiologici» aggiungono poi dall’Aou, spiegando cosa è stato fatto dopo la segnalazione sulla presenza del batterio.
Si tratta delle operazioni previste dal protocollo: «Le comunicazioni di questo tipo sono atti tecnici interni di gestione del rischio, predisposti esclusivamente per garantire la tempestiva attuazione delle misure di prevenzione e controllo previste dal Water Safety Plan, e rappresentano il normale funzionamento del sistema aziendale di sorveglianza e risposta. Si rappresenta che la pubblicazione di atti tecnici predisposti nell'ambito dell'ordinaria gestione del rischio, privati del necessario contesto organizzativo e procedurale, può determinare una rappresentazione impropria dell'attività svolta dall'Azienda in materia di prevenzione e controllo della legionellosi».
Per l’Aou, il ritrovamento del batterio è da considerare il segnale che i protocolli e le misure di sicurezza funzionano: «Si ritiene, infatti, opportuno evidenziare che il rinvenimento di positività microbiologiche nell'ambito di un programma di sorveglianza non costituisce, di per sé, indice di mancato controllo dell'impianto, bensì dimostra l'effettiva operatività del sistema di monitoraggio previsto dal Water Safety Plan, finalizzato proprio all'identificazione precoce delle criticità e alla tempestiva attivazione delle conseguenti misure correttive. L’azienda proseguirà, come previsto dal programma aziendale, le attività di monitoraggio microbiologico e di verifica dell'efficacia degli interventi adottati».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
