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Il personaggio

Giaff, il volto nuovo della musica sarda: da “Questo mare” al sogno Sanremo

di Luca Fiori
Giaff, il volto nuovo della musica sarda: da “Questo mare” al sogno Sanremo

Il nuovo brano del giovane cantautore algherese sta spopolando su Spotify

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Inviato ad Alghero Il primo a fare capolino è Bainzu. Sta lì, tranquillo, come se conoscesse già la storia. Poco più in là ci sono chitarre, un pianoforte, vecchi giradischi, un microfono, strumenti che hanno visto passare mani, canzoni, notti. Fuori dalla casa, il silenzio della campagna algherese. Dentro, invece, c’è il rumore di una vita che cerca ancora la sua musica. Bainzu è l’asino che vive qui, nella campagna sulla strada per Villanova Monteleone, dove Gianfranco Nasone - per tutti Giaff Buongiorno - torna ogni volta che vuole sentirsi a casa. 
Bainzu è diventato anche lui un personaggio del mondo musicale di Giaff. Il simpatico asinello compare nel video di “Questo mare”, il nuovo brano che in pochi giorni ha superato i 10 mila ascolti su Spotify e le piattaforme digitali. Un titolo che sembra cucito addosso a un ragazzo nato a Monaco di Baviera il 14 febbraio 1999 da genitori originari di Anela, arrivato ad Alghero quando aveva appena otto mesi e cresciuto respirando il mare, le piazze e la musica della città catalana.

Il video del brano - girato a luglio tra la campagna algherese e la spiaggia di Maria Pia - ha attirato l’attenzione degli addetti ai lavori. Del resto Giaff non è mai passato inosservato. A sedici anni comincia con i freestyle nelle piazzette del centro storico algherese. «Ero affascinato dal potere delle parole» racconta. La prima canzone, però, l’aveva scritta già in seconda media, per la compagna di banco. Poi un anno di chitarra e una lunga strada da autodidatta. «Dopo una pioggia di parole ho provato a capire. Ho studiato la produzione, imparato a mettere le mani sugli strumenti» aggiunge. E oggi parte dal rap per arrivare al funk, a James Brown, alla dance degli anni Settanta e Ottanta, passando per Neffa e per quella musica italiana che continua a essere una delle sue fonti di ispirazione. Il suo obiettivo è rendere ogni brano sempre più personale, senza lasciarsi rinchiudere dentro un genere preciso. «Negli ultimi tre mesi ho pubblicato tre brani e costruito una squadra con l’algherese Jay Malta, coproduttore e fonico, Edoardo Martani, Michele Quattrocolo e Leonardo Marras per la parte creativa, Chiara Veronese per il management». Un progetto che sta crescendo passo dopo passo e che Giaff vuole seguire in ogni dettaglio, dalla scrittura alla produzione.

La sua formazione, intanto, è passata anche dai libri. Dopo il percorso al tecnico turistico di Alghero ha completato gli studi di Architettura, prima che la musica prendesse sempre più spazio. Oggi, a Milano, dove vive dal novembre 2025, lavora anche come istruttore in palestra, un mestiere che gli garantisce quotidianità e disciplina mentre, fuori dagli orari di lavoro, continua a costruire il suo progetto musicale. Ma Alghero resta il luogo in cui tutto ha avuto inizio. Nel 2016 l’Afa Fest, poi il palco del porto turistico nel 2022, davanti a migliaia di persone, per aprire il concerto di Guè. Alla vigilia aveva detto: «Sono nato per fare questo». E aveva aggiunto: «Questo è solo l’inizio». Oggi quella frase ha ancora il sapore di una promessa. Tra i progetti, per uno che ha scelto la musica come compagna di vita, non può mancare Sanremo. «Certo, sarebbe un sogno» ammette.

Ma prima del grande palco ci sono ancora canzoni da scrivere, suoni da cercare e una strada da percorrere. Intanto ci sono Milano, i nuovi brani, “Questo mare” e quella campagna algherese dove tutto sembra più lento e ogni oggetto racconta un pezzo della sua storia. E c’è Bainzu, che continua a guardare Giaff come se sapesse già che la strada sarà lunga, ma varrà la pena percorrerla. Un ragazzo partito dalla Germania, cresciuto ad Alghero e arrivato fin qui con una pioggia di parole, che adesso prova a trasformarle in musica.

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