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«Quel giorno ero sulla griglia con lui»

«Quel giorno ero sulla griglia con lui»

Pasquale Lattuneddu, braccio destro di Ecclestone, parla del campionissimo brasiliano come se lo avesse ancora davanti

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OLBIA. Non ha bisogno di stringere gli occhi, per ricordarlo. E non fatica a raccontare quei momenti così lontani, ma ancora così vivi, che lo riguardano. Pasquale Lattuneddu, braccio destro di Ecclestone, parla di Senna come se lo avesse ancora davanti.

Lattuneddu è quel tempiese sbarcato a Londra da giovincello. Sesto di otto figli, era partito dalla sua Gallura per un’avventura senza obiettivi precisi, passando da un lavoretto all’altro. Sino al grande salto: lo sbarco nel mondo della Formula Uno. Oggi, a vent’anni dalla scomparsa del campione brasiliano, Lattuneddu ricorda Ayrton Senna con poche e profonde parole, partendo dalla grande rivalità con Prost.

Qualche passaggio sui due “nemici”. Nel 1989 (entrambi in McLaren) si toccano alla prima curva del gp del Giappone: Senna è fuori, Prost vince il mondiale. Nel 1990 Senna (McLaren) restituisce il favore: tocca alla prima curva del gp del Giappone Prost (Ferrari) e vince il mondiale.

Ed ecco la pace, davanti a Lattuneddu. E’ il 1993, e si corre il gran premio dell'Australia (novembre.) Prost (Williams) è già campione del mondo (4 volte) e corre l'ultima gara. Vince Senna (McLaren). Nel parco chiuso (lo raggiungono le auto dei primi tre) la fine dei contrasti. «Sì, eravamo nel parco chiuso - rammenta Lattuneddu -. Senna era davvero stanchissimo. Sceso dalla macchina, si era seduto per terra. Poco dopo, ecco Prost. Che scese a sua volta e si mise a controllare la sua auto. I due si ignoravano. C'ero io, un altro rappresentante della Fia, due o tre della MacLaren. Andai da Senna e gli dissi: "Ayrton, puoi cominciare ad andare verso il podio". Ma lui mi rispose: "No, aspetto". Non riuscii a capire subito. Poco dopo fu tutto chiaro. Senna aspettava Prost. E infatti appena Alain si incamminò verso il podio, Senna gli andò incontro. E Prost fu sorpreso da questo gesto. Ayrton gli strinse la mano e si complimentò. Fu pace. Un momento davvero emozionante e indimenticabile. Senna era capace di fare questi gesti. E quel giorno volle fortissimamente rendere onore al proprio rivale. Poi, sul podio, l'abbraccio».

Tra il 1992 e il 1994 nasce invece la rivalità tra Senna e Schumacher. E addirittura, in questo caso, i due arrivano alle mani dopo le prove del gp di Germania ( 1992).

Si arriva al 1° maggio 1994, a Imola. Senna esce di strada. La gara viene fatta ripartire. Dice ancora Lattuneddu: «Ayrton era gravissimo, e lo sapevamo. Non c’erano molte speranze. Al momento della partenza, come sempre, ero sulla griglia. C'era tensione, confusione. Nessuno voleva parlare, gli ingegneri non volevano dare informazioni ai propri piloti su Senna per non condizionarli. Si avvicinò a me Schumacher. Fu il primo a chiedermi come stesse Ayrton». La rivalità, in quel momento così drammatico, non c’era più». (g.pi. e s.p.)

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