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L’arringa di Nucifora: «Inutile rischiare, ora ce la giochiamo»

di Antonello Palmas
L’arringa di Nucifora: «Inutile rischiare, ora ce la giochiamo»

Il direttore sportivo torresino difende l’utilitarismo dei suoi «Bene così, l’ingresso nei playoff ci apre diverse porte»

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SASSARI. «Cosa sono queste facce da funerale?» È l’avvocato Enzo Nucifora a parlare per la società sfoderando una vera arringa per anticipare le perplessità. L’imputato da difendere è di quelli difficili: l’immagine di una Torres che non ha fatto nulla per accontentare lo spettacolo e provare a vincere. «Quando sono arrivato avevamo 13 punti» dice il direttore sportivo. «Forse avremmo dovuto rischiare di retrocedere direttamente? Oggi siamo ai playoff. E ci giochiamo i playoff». E a chi gli fa notare che con un successo col Mantova ci si sarebbe piazzati in una posizione migliore: «E che sarebbe cambiato? Le partite vanno giocate, e allora si può pensare di vincerle». Insomma, difende con orgoglio un atteggiamento utilitaristico che i fischi e le battute di carattere... dolciario da parte degli spettatori hanno impietosamente messo all’indice.

Quindi Nucifora spiega: «Noi purtroppo abbiamo avuto un calo, costato tre sconfitte di fila, che non ci potevamo permettere visto l’handicap accumulato nel girone di andata. Mentre il Mantova si è potuto permettere due sconfitte di seguito perché aveva 12 punti più di noi. Mentre il signor Bassano ha battuto il Monza che altrimenti non si sarebbe presentato da noi così incattivito, costringendoci a una partita che ci è costata squalifiche e infortuni, che abbiamo poi pagato proprio col Bassano». Il diesse ricorda l’estrema importanza dell’ingresso nei playoff per giustificare il non-spettacolo di ieri: «Apre tre porte. Se li vinciamo, entriamo nella C unica da quella principale. Se arriviamo in finale, siamo automaticamente al posto della Nocerina (esclusa dal campionato dopo il derby-farsa, ndr) perché abbiamo la migliore classifica rispetto alle altre concorrenti. Terzo: i primi cinque club dei playoff che avranno i migliori titoli parteciperanno lo stesso alla C. Se non facessimo i playoff, questa speranza non ci sarebbe . E allora (urlando con aria di sfida, ndr), siamo scontenti?»

Con un successo si sarebbe arrivati primi e l’avversario sarebbe stato il Cuneo, con qualificazione in caso di parità di risultati. Per Nucifora il discorso è ininfluente. Anzi, è convinto che il Forlì, «che io rispetto tantissimo, è l’avversario migliore possibile, e lo dice il fatto che non è riuscito a battere una Pergolettese in disarmo. Non so come sarebbe andata se ci fossimo giocati la partita col Mantova. Magari avremmo giocato col Selargius il prossimo anno. Invece siamo qui e tra quindici giorni vediamo, abbiamo il tempo di rimediare a parecchie cose. Innanzitutto recuperando Ciotola e Filippini che sono due giocatori di grande importanza per noi. E poi dobbiamo bandire la paura che si è insinuata nella testa dei giocatori. Riprendere coraggio e valorizzare l’orgoglio». Infine: «Abbiamo fatto 15 punti all’andata, siamo a 49: i playoff li abbiamo guadagnati nel ritorno. Perché abbiamo perso tre gare non serviamo più? Non siamo il Real Madrid, ma una squadra di Seconda Divisione, che è stata brava ad arrivare sin qui».

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