«Sulle maglie non ci sarà una terza stella»
Polemica presa di posizione di Andrea Agnelli che comunque specifica: gli scudetti sono sempre 32
TORINO. La Juventus ha fatto festa per il terzo scudetto consecutivo, il 30/mo, senza la terza stella. «Non ci sarà - spiega Andrea Agnelli -. Per noi gli scudetti sono 32, anche se la contabilità ufficiale dice che sono 30. Quando qualcuno arriverà a mettere la seconda stella, allora noi metteremo la terza per rimarcare la differenza con gli altri».
La questione riguarda sempre i due titoli tolti in seguito a Calciopoli, ma rivendicati da tutto il mondo bianconero. Il presidente chiude in fretta il tema e preferisce celebrare il tris tricolore arrivato in anticipo. «Abbiamo scritto una pagina della storia della Juventus e il merito è di mister Conte, dei ragazzi e dei miei collaboratori che lavorano giorno e notte perchè questi risultati diventino realtà. Trovare aggettivi per descrivere quello che è stato fatto è difficile, sono orgoglioso. Oggi si chiude un capitolo e di fatto stiamo già lavorando per la prossima stagione perchè quello che conta è ciò che deve succedere». Lo sguardo, dunque, è già al domani, alle prossime sfide europee. «Ho letto commenti sul fallimento europeo del Bayern Monaco - ha detto Agnelli -: parlare di fallimento per una squadra come quella tedesca mi sembra veramente eccessivo. La Juve l'anno scorso è arrivata ai quarti di Champions League, quest'anno alle semifinali di Europa League. È un percorso di crescita ed è chiaro che il nostro obiettivo è quello di vincere le competizioni che affrontiamo. Ma siamo consapevoli che ad inizio stagione sono circa un centinaio le squadre che entrano in Champions e in Europa League, e solo due vincono. Dire che le altre 98 squadre hanno tutte fallito è sbagliato. Io credo che la nostra stagione sia stata sportivamente parlando molto positiva».
Tre anni di successi impongono comunque un rinnovamento. «Sappiamo dove possiamo migliorare - afferma Pavel Nedved -, anche se non sarà facile perchè la rosa è già competitiva». Nel 2001 la cessione di un campione come Zidane portò alla Juve campioni come lo stesso Nedved, Buffon e Thuram. Può succedere qualcosa di analogo anche quest'anno con Pogba? «Noi vorremmo tenere Paul per più tempo possibile - risponde Nedved -. Ho già affrontato il discorso con il suo procuratore Raiola: gli ho detto di lasciarlo ancora un po’ qui con noi. Mino (Raiola, ndr) è intelligente, deve pensare alla crescita del giocatore e non ai soldi». E Conte?: «Antonio ha ancora un anno di contratto, nelle prossime ore lui e la società decideranno cosa fare».