«Non faremo sconti, il Bologna stia sereno»
Ivo Pulga stimola la squadra: «I ragazzi sono motivati e chi andrà in campo darà il massimo»
CAGLIARI. Andrea Cossu in campo dopo un secolo di assurdo confino? Pare di sì. Ivo Pulga non dà certezze ma la strada è quella: «In campo andrà la formazione migliore». Rivedremo Cossu, se nel ruolo di Conti lo si vedrà, ed è possibile il ricorso a Tabanelli: «E’ cresciuto tanto in quest'ultimo periodo. È una mezzala, un giocatore longilineo, di corsa, buona tecnica, forte di testa». Insomma, idee differenti per l'ultima prova in casa contro un Chievo alla canna del gas e obbligato a vincere. Il discorso porta al modulo. Con la bocciatura del tridente: «A Napoli abbiamo provato le tre punte larghe, ma non ha dato frutti convincenti. Per attuare questo tipo di gioco bisogna lavorarci su con assiduità. «Oggi non ci saranno esperimenti». Con venti convocati, compresi i Primavera Loi (punta) e Barella (mezzala), già nel gruppo che ha affrontato il Napoli, e Masia (mezzala, cagliaritano, classe '95), Pulga è spalle al muro. Nove giocatori assenti (gli squalificati Conti e Silvestri, gli infortunati Pinilla, Pisano, Cabrera, Ekdal, Adryan, Vecino e Nené) lasciano margini di manovra ristretti. Ieri, ad Asseminello - in festa per i 27 anni di Dessena - gli scenari della vigilia chiamano in causa la debacle del San Paolo. «Il Cagliari contro il Chievo darà il cento per cento. Faremo la nostra partita, come abbiamo sempre fatto e nonostante le tante assenze. Chi scenderà in campo darà il massimo. Il Chievo ha più motivazioni, ma noi vogliamo chiudere bene davanti al nostro pubblico. Abbiamo la testa sgombra, di solito quando si gioca senza preoccupazioni si gioca meglio», spiega Pulga.
Inevitabile il passo indietro sul passo sulla non-partita con Pandev e soci: «Raggiunto il traguardo della salvezza, ci può stare un calo mentale e un rilassamento inconscio. Non abbiamo avuto la stessa aggressività e determinazione delle partite precedenti e un po' temevo questo tipo di atteggiamento. Tra l'altro, affrontavamo un Napoli che aveva tante motivazioni per i fatti di sabato scorso, è una grande squadra che ha giocato a mille all'ora. Abbiamo imparato la lezione. Oggi si vedrà un'altra squadra, che avrà ben altra volontà sul campo».
Insomma, la sensazione di una partita vera, da giocare senza sconti, è nell'aria.
Mario Frongia